Ha un disturbo del comportamento il mio bambino?

Dottoressa Angela Raimo A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 13/03/2026 Aggiornato il 22/05/2026

Prima di pensare a un disturbo comportamentale, è di grande importanza analizzare se il timore dipende dalle aspettative nutrite nei confronti del bambino, che non può soddisfarle solo perché troppo ambiziose.

Una domanda di: Daniela
Mio figlio ha quasi 9 anni (secondogenito di due figli) e non riesco a capire che tipo di problema può avere e non so a quale specialista mi devo rivolgere. È un bambino molto abitudinario ed ogni minimo cambiamento sembra che lo metta in crisi. Ha difficoltà a farsi amici suoi e vive un po' nell'ombra di suo fratello (che ha un anno in più ed è amico di tutti). Frequenta la terza elementare ed il suo rendimento scolastico quest'anno è calato e lui per giustificarsi dice sempre che non capisce o che è troppo difficile. In realtà, secondo me ed anche secondo le maestre, è un bambino molto dotato e molto intelligente. A casa, ad esempio, legge i libri di geografia e sa tante cose che nemmeno noi adulti ricordiamo. Ha difficoltà ad interagire con le maestre e infatti non sono mancate note disciplinari perchè ha avuto comportamenti poco rispettosi (anche se poi ha chiesto scusa). Non accetta le sconfitte sia quando fa dei giochi di gruppo sia quando gioca da solo con i videogame. A volte ha scatti di rabbia ingiustificati. Anche quando è palese che sta sbagliando (ad esempio quando sta facendo i compiti), non accetta i consigli. Non so cosa pensare. Grazie.

 

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara signora,
in base a quello che riferisce e senza avere modo di vedere suo figlio mi sento di dire che l’unico problema sta nel fatto che questo bambino viene trattato e considerato molto più grande della sua età. Ha solo otto anni (sono otto anni quando sono “quasi nove”) e già passa il tempo con i videogame e già questo non dovrebbe accadere. Ormai è stato ampiamente dimostrato che sono dannosi per lo sviluppo del cervello. Gli scatti di rabbia sono certamente legati all’uso della tecnologia che innervosisce, eccita e trasporta in una dimensione virtuale che confonde i più piccoli, li stranisce, toglie loro serenità. Mi ha molto colpito la frase “il suo rendimento scolastico quest'anno è calato e lui PER GIUSTIFICARSI dice sempre che non capisce o che è troppo difficile”. Un bambino di otto anni che non va (più) bene a scuola non dovrebbe giustificarsi e se lo fa ha il diritto di essere creduto. Io sono sicura delle sue difficoltà attuali e il fatto che sia dotato e intelligente non gli può garantire di essere brillante a scuola. Evidentemente sta attraversando un momento di crisi, forse in classe si annoia, forse le insegnanti non sono abbastanza empatiche, sono solo ipotesi, io non lo posso sapere. Di certo è un bambino che ha già raggiunto un buon grado di evoluzione se dopo essersi comportato male si scusa: non è facile scusarsi neppure per un adulto, suo figlio sa già assumere comportamenti maturi e non vorrei che fosse per questo che gli adulti che lo circondano tendano a dimenticarsi spesso qual è la sua età. Il mio timore, mi permetta di essere franca, e che lei nutra troppe aspettative nei suoi confronti e che questo gli trasmetta ansia e lo faccia sentire a disagio. Spero che lei non faccia anche paragoni frequenti con il figlio maggiore: permetta al secondogenito di essere diverso, lo accetti per quello che è e sarà tutto più semplice. Lei parla di un bambino che non accetta le sconfitte, ma farlo lo si impara gradualmente…si ricordi che appunto non ha ancora nove anni. Lei dice anche che “non accetta consigli”: vede che ne parla come se fosse un ragazzo grande? Né come neuropsichiatra né come mamma ho mai conosciuto bambini che accettino consigli né adulti che definiscono le indicazioni che danno ai bambini "consigli": ai bambini si impongono con dolce fermezza alcune semplici regole e si riprendono per i loro comportamenti sbagliati. Invece, non si danno consigli se si vuole assolutamente che facciano una certa cosa perché i consigli per loro caratteristica lasciano ampio spazio alla possibilità di fare di testa propria (come questo bambino fa). Cara mamma, penso che lei debba stare tranquilla e, allo stesso tempo, imporsi di prendere il suo secondogenito per quello che è, permettendogli di essere piccolo, di avere difficoltà a scuola, di essere differente da suo fratello. Non tutti sono estroversi, non tutti hanno numerosi amici, ma va bene così, ogni bambino ha il proprio temperamento, che va rispettato. Gli permetta, dunque, di essere abitudinario senza sorprendersi per questo, i bambini lo sono. Mi scriva ancora se lo desidera. Con cordialità.

Ha un disturbo del comportamento il mio bambino?

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