HIV: può essere trasmesso con il contatto tra una ferita e il sangue eventualmente infetto?

Professor Matteo Bassetti A cura di Matteo Bassetti - Dottore specialista in Infettivologia Pubblicato il 13/12/2024 Aggiornato il 27/02/2026

Anche nel caso in cui le probabilità di trasmissione del virus responsabile dell'AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita) siano molto basse, per sicurezza a 28 giorni dal comportamento a rischio è opportuno fare il test per HIV.

Una domanda di: Irene
Gentilissimo professor Bassetti,
le pongo una domanda probabilmente sciocca ma che mi causa preoccupazione in merito alla trasmissione del virus HIV. Lavoro come assistente di sala presso uno studio medico e ,qualche settimana fa, mi sono ritrovata una ferita da sfregamento su un dito (non sanguinante) che bruciava parecchio. Ho preparato degli ecg e ho toccato una paziente che aveva la maglietta chiazzata di sangue. Il mio dubbio è questo: è possibile una trasmissione dell’infezione in questo modo? Avendo una porzione di pelle scorticata?
Rimango in attesa di un suo gentile riscontro e con l’occasione le auguro buone feste.

Matteo Bassetti
Matteo Bassetti

Gentile signora,
sebbene non si possa escludere con assoluta sicurezza che il contatto tra una ferita aperta e il sangue di una persona che vive con il virus HIV possa essere causa di contagio, secondo quanto descrive il rischio risulta essere estramamente basso per tre ragioni: 1) la prevalenza delle persone positive è bassa in Italia 2) la via di trasmissione tramite contatto di ferite è estremamente rara 3) ammesso che la persona fosse positiva sarebbe in terapia e le persone che assumono la terapia in maniera corretta non possono trasmettere l’infezione (U=U undetectable=untrasmittable).
In ogni caso, le consiglierei di eseguire un test sierologico per HIV di IV generazione (disponibile in qualsiasi laboratorio pubblico) tra 28 giorni, questo infatti è il cosiddetto periodo finestra all’interno del quale ci possono essere dei falsi negativi.
Cordialmente.

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