Idrocefalia interna ostruttiva in una bimba di 6 mesi

Dottor Carlo Efisio Marras A cura di Carlo Efisio Marras - Dottore specialista in Neurochirurgia Pubblicato il 05/02/2024 Aggiornato il 23/06/2026

Una bambina con idrocefalia interna ostruttiva richiede necessariamente di essere trattata con interventi mirati a ristabilire l'equilibrio del liquor.

Una domanda di: Paolo
Bimba di 6 mesi (parto gemellare) affetta da idrocefalia interna ostruttiva operata (4/12/23) per eliminare tensione dai ventricoli, metodo endoscopico, (20/12/23) montato shunt interno ventricolo peritoneale, attualmente ancora ricoverata, ora ha problemi di drenaggio e ventricoli ingranditi.
Chi le scrive è il nonno della bambina, visto che è previsto un nuovo intervento (che preoccupa tutta la famiglia) per eliminare i problemi descritti, le chiedo un parere, anche se credo, per lei, difficile con i pochi dati a disposizione. Siccome la bambina è ricoverata in un ospedale di Bucarest appena possibile la vorremmo trasferire a Roma.

Carlo Efisio Marras
Carlo Efisio Marras

Gentile nonno Paolo,
mi dispiace per il momento difficile che state attraversando. Quando accadono eventi di questo tipo sorgono grosse preoccupazioni; non si riesce ad avere la sufficiente lucidità per affrontare la situazione e confrontarsi con chi ha in cura la piccola per comprendere più chiaramente quale sia il suo percorso di cura e le sue attuali condizioni.
In realtà non conosco la causa che ha determinato l’idrocefalo della bambina. Solitamente può insorgere per un’emorragia del tessuto che delimita i ventricoli (più frequente nei prematuri) o per condizioni di tipo malformativo che impediscono il corretto flusso del liquor con la conseguente dilatazione dei ventricoli.
In questi casi si osserva un incremento della circonferenza cranica, la fontanella assume un aspetto “bombato” (si parla di fontanella piena o tesa) e l’ecografia dell’encefalo oltre a documentare la dilatazione dei ventricoli e la relativa causa (solitamente un coagulo) può evidenziare un’alterazione del flusso arterioso cerebrale misurabile con il cosiddetto indice di resistenza che quando raggiunge valori superiori a 0.7 descrive una situazione patologica, potenzialmente nociva per il paziente.
In questi casi è necessario intervenire chirurgicamente; nei neonati di basso peso o nei prematuri solitamente si posiziona un catetere ventricolare connesso ad un piccolo serbatoio sottocutaneo che può essere periodicamente utilizzato per drenare la quota di liquor in eccesso e proteggere così le strutture cerebrali dalla compressione esercitata dai ventricoli dilatati.
Quando sono ancora necessarie delle punture evacuative e la piccola raggiunge un peso adeguato, si procede con il posizionamento di un sistema di derivazione interno chiamato derivazione ventricolo peritoneale che permette di drenare il liquor in eccesso dai ventricoli in cavità addominale e riassorbito dal peritoneo (membrana sierosa che avvolge l’intestino e gli organi addominali dotata di fisiologica proprietà).
Una soluzione alternativa consiste nel creare, con il supporto di un endoscopio, una comunicazione nei ventricoli (detta stomia) che permette di superare l’ostacolo determinato dal coagulo o dalla malformazione e ripristinare un adeguato flusso di liquor.
Nei neonati e nei lattanti la possibilità di successo della metodica endoscopica non è particolarmente elevata ma, data la prospettiva di evitare il posizionamento di un presidio impiantabile come la derivazione, si considera come opzione terapeutica.
Nel caso della piccola, data l’inefficacia dell’intervento endoscopico, si è provveduto a posizionare la derivazione. Purtroppo, dal suo racconto, sembra che la derivazione non funzioni come atteso, ostacolando un adeguato drenaggio. In questi casi è necessario ripristinare la pervietà del sistema ed eseguire un intervento di revisione del sistema di derivazione liquorale.
Si tratta di procedure chirurgiche brevi e non particolarmente complesse che richiedono comunque una gestione chirurgica molto accurata sia per ridurre la possibilità di un loro malfunzionamento che per evitare la comparsa di infezioni che talvolta possono rendere il percorso di cura più lungo e complesso.
I sistemi di derivazione possono essere mantenuti a lungo, talvolta per tutta la vita, ma sono ben tollerati e la loro presenza non ha alcun effetto limitante lo svolgimento delle normali attività e non influisce negativamente sulla qualità della vita.
Mi auguro che queste mie osservazioni siano state di supporto e contribuiscano a superare questo difficile periodo. Un caro saluto.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Dubbio post-intervento di ernia e idrocele

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Alessia Bertocchini

E' normale che dopo due giorni da un intervento chirurgico per idrocele si rilevi ancora del liquido.   »

Trigonocefalia: è giusto intervenire chirurgicamente?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'intervento chirurgico, se condotto da mani esperte, di solito riduce in modo soddisfacente le conseguenze della trigonocefalia.   »

Bimba con diagnosi di “doppia corteccia”: si può operare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Carlo Efisio Marras

L'eterotopia sottocorticale a bande, condizione rara caratterizzata da epilessia e deficit cognitivo, non può essere affrontata chirurgicamente. Esiste però un trattamento alternativo che può migliorare la situazione.   »

Sutura sagittale: quando l’intervento?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Spetta al chirurgo maxillo-facciale decidere quando intervenire chirurgicamente in caso di scafocefalia.   »

Idrocele comunicante in bimbo 2 anni

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Alessia Bertocchini

Risponde: Dottoressa Alessia Bertocchini  »

Le domande della settimana

Mancato accollamento di 3 mm a inizio gravidanza: si può andare in vacanza?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Un mancato accollamento di 3 millimetri in genere è destinato a risolversi senza che vi sia bisogno di rinunciare alle vacanze. A patto che le vacanze siano un periodo di rilassamento psicofisico e non impongano strapazzi e fatiche.   »

IgG dubbie e IgM negative: ho la toxoplasmosi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le IgM negative ci dicono che la toxoplasmosi non è in atto né è stata sviluppata di recente. Le IgG positive segnalano che si è immuni nei confronti dell'infezione.   »

Incinta dopo un solo rapporto: è possibile?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Anche un unico rapporto sessuale, ovviamente se affrontato nel periodo fertile da una coppia senza problemi di infertilità, può determinare l'inizio di una gravidanza.   »

Assorbenti interni: può usarli una ragazzina di 11 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non ci sono controindicazioni mediche all'uso degli assorbenti interni fin dalla prima adolescenza. Va tenuto presente, però, che per applicarli correttamente la ragazzina deve imparare a conoscere bene la propria anatomia.   »

Fai la tua domanda agli specialisti