IgM dubbie per toxoplasmosi: c’è da preoccuparsi?
A cura di Claudio Ivan Brambilla - Dottore specialista in Ginecologia
Pubblicato il 27/12/2024
Aggiornato il 27/02/2026 Le IgM dubbie non danno certezze né in un senso né nell'altro: per avere la sicurezza della negatività del test c'è solo un modo: ripetere l'esame.
Una domanda di: Chiara
Sono alla decima settimana della terza gravidanza, anche le scorse volte ero risultata recettiva alla toxo per cui ho iniziato subito a fare attenzione, non mangiare alimenti crudi lavare spesso le mani ecc. Ho ritirato gli esami del primo trimestre, le IgG sono negative (< 3), le IgM con un metodo 6.6 per cui dubbie ( da 6 a 8 dubbie), verificate con il secondo metodo nuovamente negative 0.08 ( < 0.55). La mia ginecologa pensa non ci sia un’ infezione in atto e mi farà ripetere l’esame a 15 giorni, ma io ho molta paura, perché nessuna delle altre volte mi erano mai capitate IgM dubbie. Posso capire lei cosa ne pensa e da cosa possono essere portate? Grazie mille.

Claudio Ivan Brambilla
Cara signora, le IgM sono i primi anticorpi che l’organismo produce quando viene a contatto con un agente infettivo. Il loro valore positivo indica quindi che si è sviluppata un’infezione. Nel suo caso però tenderei a escludere questa possibilità visto che dopo un risultato dubbio, così definito perché appunto non dà certezze né in un senso né nell’altro, il test ha dato esito negativo. Le IgG sono negative come appunto ci si aspetta sia perché rappresentano la memoria immunitaria cioè sono gli anticorpi che si formano a infezione guarita e che rimangono nell’organismo, impedendo che si ammali di nuovo della stessa malattia che ne ha determinato la produzione. Che dirle di più? Concordo con il parere della sua ginecologa che ritiene non ci sia da preoccuparsi ma come lei giudico opportuno per estrema sicurezza ripetere comunque il test. Lei è in ottime mani, mi creda. Cari saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
14/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Fabrizio Pregliasco Anche se ci sono eventualità che molto difficilmente possono esporre al rischio di contagio da parte del toxoplasma, per escludere con sicurezza che sia avvenuto si deve attendere il risultato dello specifico test. »
26/01/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione. »
04/12/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Fabrizio Pregliasco IgG positive IgM negative emerse dal toxotest esprimono che la toxoplasmosi è stata contratta in passato, assicurando un'immunità nei confronti dell'infezione. »
22/03/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Fabrizio Pregliasco La carne può essere un veicolo di trasmissione del toxoplasma, ma questo vale solo se è poco cotta. Se viene cucinata a una temperatura superiore ai 70 gradi il rischio viene scongiurato. »
05/02/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Fabrizio Pregliasco Nella letteratura scientifica non vengono riportate, né dunque escluse con sicurezza, le pressoché infinite possibili modalità di contagio da parte del toxoplasma, quindi l'unico modo per sapere se la toxoplasmosi è stata contratta è rappresentato dallo specifico test. »
Le domande della settimana
16/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Fabrizio Pregliasco In medicina il rischio zero non esiste, ma per fortuna le mamme non immuni alla toxoplasmosi ogni mese ripetono il test.
»
14/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori È possibile che un sanguinamento che si protrae nel secondo trimestre di gravidanza, nonostante tutto stia procedendo bene, sia in relazione con l'infezione da Candida. »
14/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori In gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, è sconsigliabile assumere i FANS (farmaci antiinfiammatori non steroidei) alla cui categoria appartiene anche il principio attivo ketoprofene. »
13/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Marcello Orsi Nelle primissime fasi del concepimento vale la regola del tutto o del nulla: se un'irradiazione danneggia l'ovocita, la gravidanza non si avvia, se inizia significa che non c'è stato un danno cellulare rilevante. »
10/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elsa Viora Prima di ipotizzare come procederà la gravidanza in caso di liquido amniotico scarso, bisogna appurare perché è di meno rispetto alla norma. »
Fai la tua domanda agli specialisti