Ci sono farmaci della categoria dei beta-bloccanti il cui utilizzo va limitato al primo trimestre di gestazione, ma ce ne sono altri che possono essere assunti per tutta la durata della gestazione.
Una domanda di: Chiara Gentile Dottoressa, ho acquisito pareri in parte contrastanti sull’uso del bisoprololo in gravidanza.
Io ho sospeso il farmaco (Cardicor 2,5 mg) quando ho iniziato la ricerca della gravidanza (attualmente alla sedicedima settimana). Lo utilizzavo da
circa dodici anni per contrastare i sintomi della Sindrome POT (tachicardia posturale ortostatica) che dà, oltre a tachicardia, mal di testa, nausea, stanchezza cronica.
I sintomi si sono ripresentati e sono tuttora fonte per me di forte disagio e malessere. Mi spaventa l’eventuale ricaduta negativa sullo sviluppo del feto (e, in
prospettiva, sulla salute del bambino in allattamento) se ricominciassi ad assumerlo.
Qual è il suo parere? La ringrazio sentitamente.
Elisa Valmori
Salve cara signora, capisco il suo disorientamento fra pareri specialistici difformi e mi auguro di non accrescerlo.
Bisoprololo fa parte della famiglia dei beta-bloccanti ossia di farmaci che tendono a rallentare il ritmo cardiaco.
Non presentano rischio di malformazioni ma l’impiego in gravidanza va limitato al primo trimestre.
Nei successivi mesi è opportuno evitare l’impiego di questa categoria di anti-ipertensivi (hanno anche questo tipo di effetto, visto che rallentano il battito cardiaco, da cui dipende la pressione arteriosa) in quanto potrebbero provocare ritardo di crescita intrauterino nel feto oppure rallentare anche a quest’ultimo la frequenza cardiaca, esponendolo al rischio di non riuscire a compensare completamente gli episodi di ipossia (diminuzione dell’ossigeno) indotti dalle contrazioni uterine o da momentanea compressione del cordone ombelicale.
Un beta bloccante che viene ritenuto compatibile anche in gravidanza è il Labetalolo, sebbene di solito sia riservato alle pazienti con gravidanza complicata da gestosi.
Un’alternativa ai beta-bloccanti, vista la sua sintomatologia, potrebbe essere un antiaritmico quale il Verapamil, sul quale esiste notevole esperienza di impiego in gravidanza, dato che è stato utilizzato anche come tocolitico (ossia per frenare delle contrazioni uterine premature).
Mi tenga aggiornata se desidera, spero di esserle stata di aiuto, cordialmente.
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