Il papà del mio bimbo non è mio marito: che fare?

Dottoressa Faustina Lalatta A cura di Faustina Lalatta - Dottoressa specialista in Genetica clinica Pubblicato il 06/06/2023 Aggiornato il 11/03/2026

Ci sono situazioni estremamente delicate e percorsi difficili che nessuna donna dovrebbe trovarsi ad affrontare da sola, ma con l'aiuto di un team di specialisti composto da psicologo, assistente sociale, ginecologo.

Una domanda di: Giulia
Salve, ho urgente bisogno di un consiglio di un specialista! Vi pongo il mio problema per quanto imbarazzante. Ho avuto un rapporto extraconiugale per cui provo un fortissimo senso di colpa, la stessa settimana ne ho avuti diversi anche con mio marito… successivamente ho scoperto della mia gravidanza. Inutile cercare di spiegare la preoccupazione. Mi sono sottoposta al test del DNA di paternità prenatale non invasivo presso EasyDna di cui mio marito non sa nulla. Per farlo (oltre a pagare più di 1000 €) ho dovuto aspettare le 10 settimane di gravidanza. Attraverso un prelievo del mio sangue e tampone buccale dell’ “altro” ho inviato i campioni in laboratorio e dopo circa una settimana ho ricevuto i risultati di cui avevo paura! Secondo il test del DNA il padre non è mio marito, e qui sono crollata totalmente! Il mio dubbio ora è questo: il test del DNA a cui mi sono sottoposta è attendibile al 100%? Ci può essere un errore? Magari nella raccolta campioni, errori di laboratorio o poca serietà dell’azienda? Se il bimbo non è di mio marito non posso assolutamente tenerlo poiché l’altro non ne vuole sapere nulla, inoltre è di un’altra nazionalità e sarebbe impossibile nasconderlo e inoltre mi creerebbe un problema gigante in famiglia. Sto entrando nel secondo trimestre della gravidanza, vero che non c’è più modo di abortire con le pillole? A chi dovrei rivolgermi per chiedere aiuto? Psicologicamente questa cosa è pesantissima e non me la sto vivendo per niente bene. Vorrei potermi sottoporre a un altro test per accertamenti ma l’esame è costoso per me e la mia situazione economica non me lo permette. Inoltre da quel che so l’aborto chirurgico è altrettanto costoso e sarà un problema pure quello, non solo per questioni economiche ma anche sul fatto che spero non mi sia negata la possibilità di farlo in ospedale…oltre l’impatto psicologico e il problema familiare che si andrebbe a creare poi. Sono mesi ormai che vivo con questo peso, spero mi potete aiutare in qualche modo.

Faustina Lalatta
Faustina Lalatta

Gentile signora, sono davvero molto colpita dalla sua situazione e posso immaginare quale possa essere il suo stato d’animo. La situazione è delicata e dal mio punto di vista poco risolvibile. Il test del DNA fetale è nato per identificare anomalie fetali e il suo utilizzo per definire la probabilità di una incompatibilità o compatibilità genetica tra il presunto padre e il feto è al di fuori delle attività sanitarie. Nel nostro Paese non è regolamentata ed è condotta da alcuni laboratori privati al di fuori delle indicazioni cliniche. Proprio per questi motivi è molto difficile definire la qualità e l’affidabilità dei risultati. La probabilità di errore o meglio di discrepanza tra l’esito prenatale e post-natale non è raro, ma questo non può essere un elemento su cui contare. Ripetere l’esame non mi sembra una strategia utile, dal momento che vi sarebbero comunque incertezze. L’affidabilità non è mai del 100%. Per quanto riguarda l’interruzione della gravidanza il percorso è ancora più delicato in quanto la non paternità non rientra tra le motivazioni cliniche per cui possa essere accolta la richiesta di aborto oltre la 12a settimana. Si tratta di un dato di grandissima valenza sociale e legale, ma non una patologia. Certamente il suo stato psicologico potrebbe costituire la motivazione per una richiesta in base allo stato psichico materno. L’ambito dove rivolgersi è comunque l’ospedale , non certo un centro privato. In Italia l’interruzione di una gravidanza viene garantita senza costi nel momento in cui esistano i requisiti di legge. Non sono il professionista che possa guidarla in questo percorso. Lo stesso racconto che lei ha deciso di condividere su questo spazio dovrebbe essere presentato ad una psicologa e assistente sociale di una maternità attrezzata, ad esempio in Milano la clinica Mangiagalli. Chieda di essere ascoltata e supportata. Non può vivere questa esperienza da sola. Purtroppo non posso fare di più. Cari saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Fratello e sorella (solo da parte di madre) possono avere figli sani?

22/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

I figli di consanguinei hanno un alto rischio di nascere con anomalie genetiche e disturbi del neurosviluppo. Questa è la principale ragione per la quale nelle società organizzate sono vietate le unioni tra parenti stretti.   »

Due relazioni contemporaneamente e una gravidanza iniziata

27/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Ci sono scelte nella vita che vanno fatte anche valutando le conseguenze che ne possono derivare. Quando si è davanti a un bivio, si deve tenere conto che qualunque strada si imbocchi qualcosa dovrà essere lasciato alle proprie spalle.   »

Coppia con bisnonni in comune: ci sono rischi per i figli?

22/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Il grado di parentela dovuto a bisnonni in comune non aumenta la probabilità di concepire figli con malattie ereditarie. A meno che vi siano persone malate o disabili tra i consanguinei in comune,   »

Desiderio perduto: c’è una cura per ritrovarlo?

11/12/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Annalisa Pistuddi

Il desiderio di fare l'amore spesso va di pari passo con l'attrazione fisica per qualcuno. Senza questo "qualcuno" può essere difficile ritrovarlo.  »

Tradimento e desiderio di vendetta

09/10/2023 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La miglior vendetta è il perdono, recita un antico detto. Vero, se dopo aver subito un tradimento si vuole fortemente dare una seconda possibilità al proprio rapporto di coppia. Altrimenti, anziché cercare modi per far soffrire il partner è meglio chiudere la relazione. Meglio per sé perché rancore e...  »

Le domande della settimana

Gravidanza e residui di tinta sul cuoio capelluto: ci sono rischi per il feto?

14/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le tinte per i capelli attualmente in commercio, se certificata dal marchio CE, non sono affatto dannose in gravidanza, con o senza ammoniaca che siano. Possono quindi essere impiegate in tutta tranquillità.   »

Siero al retinolo durante la ricerca della gravidanza: ci sono rischi?

12/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

In genere, la quantità di retinolo assorbita attraverso la cute è estremamente bassa e non in grado di causare rischi per il feto. A maggior ragione, si può stare tranquille se il prodotto è stato usato nelle primissime settimane di gravidanza.   »

Cerchiaggio preventivo: si deve stare sempre a letto?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico.   »

Larva inghiottita con la marmellata: ci sono rischi per la gravidanza?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi.   »

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

Fai la tua domanda agli specialisti