Immunoprofilassi anti-D: perché si devono fare due iniezioni e non una?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Dottoressa Elisa Valmori Pubblicato il 17/01/2024 Aggiornato il 17/01/2024

In un passato non troppo lontano in effetti l'iniezione che blocca la produzione di anticorpi materni contro i globuli rossi del feto Rh positivo, veniva effettuata alle donne Rh negativo solo dopo il parto. Attualmente, le inizioni di immunoprofilassi anti-D che vengono somministrate sono due: una prima del parto una dopo perché in questo modo si ottiene una migliore protezione.

Una domanda di: Sara
Volevo solo un’informazione per capire meglio. Sono di gruppo sanguigno 0 Rh Negativo e so che devo fare la puntura prima del parto: è la mia prima gravidanza. In ospedale stamattina mi hanno detto che se dopo ilparto il bambino avrà gruppo sanguigno positivo dovrò rifare la puntura, ma non ho capito il perché si fa anche dopo il parto se il bimbo è positivo. Potrebbe gentilmente spiegarmelo? Grazie mille.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora, volentieri le racconto come mai le toccano due punture invece di una sola.
Dunque…intanto diciamo che questa usanza della doppia puntura è stata introdotta negli anni più recenti: un tempo si praticava solo quella dopo il parto e non la si faceva durante la gravidanza. Poi si è capito che anche in gravidanza (in particolare nell’ultimo trimestre quando i pori della placenta sono più ampi) può accadere che il sangue fetale entri in contatto con quello materno. Dal momento che i globuli rossi del nascituro possono essere di gruppo positivo rispetto a quello materno negativo (se ovviamente il papà è Rh positivo), questo costituisce un rischio per la mamma di sensibilizzarsi contro il fattore Rh positivo, producendo degli anticorpi che in seguito potrebbero causare emolisi (ossia distruzione dei globuli rossi) nel feto qualora questo accada durante la gravidanza e dell’eventuale embrione successivo in caso la sensibilizzazione si verifichi durante il parto.
L’iniezione che lei effettua durante la gravidanza è una sorta di antidoto in grado di neutralizzare questa componente di globuli rossi fetali che sfuggono attraverso la placenta nel suo circolo sanguigno.
In questo modo, lei non produrrà anticorpi contro il fattore Rh.
L’immunoprofilassi ha una durata di circa 3 mesi e la si effettua solitamente verso la 28^ settimana di gravidanza, pertanto il suo effetto è già svanito al momento del parto. Anche qui si può avere un contatto tra sangue materno e fetale, per cui è opportuno rinnovare la somministrazione di immunoglobuline, sempre che il neonato sia di gruppo positivo (se di gruppo negativo, non occorre alcuna iniezione).
Spero di essere riuscita ad esprimermi in modo comprensibile, le faccio i miei auguri per la bellissima novità in arrivo, cordialmente.

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