Nelle prime settimane di gravidanza non è necessario effettuare l'immunoprofilassi anti-D che, invece, si effettua tra la 28^ e la 32^ settimana.
Una domanda di: Rosa Gentile Dottoressa,
le scrivo per una preoccupazione che ho in merito alla somministrazione o meno dell’immunoprofilassi anti D. Io sono Rh negativa - e mio marito è positivo. Il nostro primo bambino è nato positivo, pertanto, ho fatto la fiala sia alla 28esima settimana, sia dopo il parto. Per la seconda gravidanza, a 8 settimane più 2 ho avuto delle perdite rosse non abbondanti, tali da sporcare gli slip e al momento di fare pipì. Sono andata in PS ed hanno riscontrato un piccolo distacco coronale. Di ritorno le perdite sono diminuite e diventate poche macchioline marroncine, così anche il giorno successivo si sono limitate a poche striature marroni. Sono in terapia con progesterone, magnesio, eparina. Non mi hanno detto di fare la profilassi anti D, pertanto, mi chiedo se sia necessaria o meno e se dettata dall’entità delle perdite ematiche o dalle settimane di gestazione. Tenga presente che in PS non mi hanno chiesto del gruppo sanguigno. Spero possa aiutarmi a sciogliere questi dubbi.
Laura Trespidi
Gentile Rosa,
fino a 7-8 settimane non vi è rischio di immunizzazione, pertanto non serve fare la profilassi anche in presenza di perdite. Se dovessero persistere invece si procede. Comunque nelle donne in gravidanza Rh negative è consigliata l’immunoprofilassi tra la 28^ e la 32^ settimana, ma questo di sicuro le verrà detto (e fatto) quando sarà il giusto momento. Cari saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Il test di Coombs indiretto risulta positivo successivamente alla somministrazione dell'immunoprofilassi anti-D il mese scorso, per poi tornare negativo dopo un certo lasso di tempo. »
Dopo aver somministrato l'immunoprofilassi a 28 settimane, non è necessario ripetere il test di Coombs prima del parto. Se il bambino è RH positivo va invece effettuata l'immunoprofilassi dopo la sua nascita. »
In passato, in caso di mamma RH negativo e papà Rh positivo, i protocolli prevedevano di effettuare la profilassi solo dopo la nascita del bambino, quindi se qualcosa impedisce di eseguirla nella 28^ settimana di gravidanza (come oggi si fa), si può comunque rimandarla a dopo il parto. »
In un passato non troppo lontano in effetti l'iniezione che blocca la produzione di anticorpi materni contro i globuli rossi del feto Rh positivo, veniva effettuata alle donne Rh negativo solo dopo il parto. Attualmente, le inizioni di immunoprofilassi anti-D che vengono somministrate sono due: una prima... »
Le donne portatrici sane di talassemia in vista di una gravidanza dovrebbero assumere una quantità di acido folico maggiore rispetto a quella consigliata a tutte le altre. »
L’herpes labiale si trasmette attraverso l'esposizione diretta alle lesioni di una persona infetta. Un contatto fugace difficilmente espone al rischio di contagio. »
Se è vero che la nausea è un sintomo che esprime il buon andamento della gravidanza, lo è altrettanto che sentirsi meglio non significa automaticamente che si è in presenza di una minaccia di aborto. »