Il test di Coomb's indiretto di solito va effettuato prima di eseguire l'immunoprofilassi anti-D, ma non ci sono problemi se viene eseguito entro un mese dalla puntura.
Una domanda di: Francesca Sono RH negativo e sono alla seconda gravidanza. Ogni mese ho sempre fatto il test di Coombs indiretto che è risultato sempre
negativo (l’ultimo esame è stato effettuato il 6 settembre), pochi giorni fa (a 28 settimane) ho fatto la puntura di immunoprofilassi senza però eseguire
prima il test di Coombs. Ho letto che avrei dovuto farlo prima dell’iniezione e ora sono molto preoccupata.
Cosa mi consiglia di fare? La ringrazio in anticipo.
Elisa Valmori
Salve signora, niente panico prima di tutto!
È vero: solitamente il test di Coomb’s indiretto va effettuato prima di eseguire l’immunoprofilassi anti-D ma non è precisato quanto tempo prima: nel suo caso deduco essere stato eseguito entro un mese dalla puntura e questo ci fa presumere che lei fosse ancora negativa al test di Coomb’s indiretto al momento dell’iniezione. Naturalmente se questo test venisse effettuato ora, risulterebbe positivo almeno per un paio di mesi, ma grazie all’effetto della puntura di anticorpi contro il fattore Rh di cui lei necessita, per cui solitamente non lo si ripete più fino al parto.
Dopo il parto, se la creatura avrà il gruppo sanguigno positivo, le toccherà ripetere l’iniezione dell’immunoprofilassi una seconda volta, se invece l’erede avrà il gruppo negativo come lei, non sarà più necessaria.
In conclusione direi che non c’è bisogno di darsi pensiero per questa indagine, mentre è utile che lei abbia già eseguito la curva glicemica e sono indicati in questa fase della gravidanza il richiamo vaccinale per la pertosse e l’ecografia dell’accrescimento fetale (attorno alla 30° settimana di gravidanza).
Spero di averla rassicurata e…congratulazioni per il secondo cucciolo in arrivo!
Cordialmente.
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