Una domanda di: Andrea
Salve,
la nostra piccola adesso ha 22 mesi, ma le problematiche di sonno sono inziate sin da quando è nata. Se in un primo momento e fino al sesto mese veniva in "soccorso" la mamma con il suo il latte materno, da quando questo è stato interrotto in favore del latte artificiale, la bambina ha sempre avuto ed ha tuttora un sonno del tutto irregolare e decisamente deleterio per il suo (e nostro) sistema nervoso. Cerco di spiegarmi meglio partendo dall'inizio. Sin dalla nascita, la bambina ha sempre dormito pochissimo durante le ore diurne, al massimo un'ora o due durante la giornata, riuscendo a rimanere sveglia per molte ore consecutive a partire dal primo mese di vita. Ha inoltre mostrato sin da subito un'indole particolarmente irritabile e violenta e se vi steste chiedendo se questo sia dipeso da noi genitori rispondo subito smentendo, siamo genitori molto attenti, dediti all'educazione e rispettosi delle abitudini di un neonato, con pregressa esperienza genitoriale di un fratellino di 5 anni. Tornando al sonno ed alla data odierna, i risvegli avvengono in numero e di durata irregolari, a volte 2 o 3 volte a notte, a volte 4, a volte 1 e, in rarissimi (ma rarissimi) casi, contati sulle dita di una mano, nessun risveglio. Il risveglio standard è simile ad un pavor notturno: pianto inconsolabile e grida ad altissimo volume, anche per ore, non vuole essere presa in braccio, non vuole essere consolata, scalcia, dà pugni, testate, e l'unico modo che abbiamo per calmarla è somministrarle del latte artificiale che, seppur non sempre, riesce a farle venire nuovamente il sonno e a farla riaddormentare. Ne abbiamo parlato con il pediatra + 2 diversi specialisti, ultimo dei quali ha prescritto una terapia con triptofano che al momento somministriamo da circa 6 mesi, con scarsi risultati. O meglio, la bambina si addormenta facilmente, ma il risveglio è puntuale ed immancabile. Ha inoltre preso l'abitudine di chiamare e volere esclusivamente il papà (che sarei io) in quanto la mamma, vista la natura violenta dei risvegli e del carattere, non riesce fisicamente a gestirla, per cui crediamo che si sia abituata così. Sappiamo che non dovremmo somministrarle il latte di notte, ma dovete credermi quando dico che, anche se non fa sempre questo effetto, questo risulta l'unico modo per calmarla.
Ad oggi, riusciamo a farla dormire durante le ore diurne o al nido (dove va per circa 6/7 ore al giorno) o a casa nel primo pomeriggio, ma al di fuori di quella oretta, la bambina arriva per ovvi motivi alle 19.00 di sera già molto nervosa e stanca anche se non vuole dormire. È come se fosse entrata in un circolo vizioso nel quale la notte non dorme bene, il giorno è molto nervosa, il pre-serale lo è ancora di più, e così via, rendendo la qualità della vita familiare pessima per noi ma soprattutto per lei. Siamo letteralmente disperati e da quando è al mondo non riusciamo a goderci una nottata di sonno come si deve. Ultima cosa ma non meno importante, il fratello grande è diagnosticato nello spettro autistico (tipo 1) quindi sin dalla nascita della secondogenita, abbiamo avuto delle attenzioni particolari su questo aspetto, facendola visitare in neuropsichiatria, ma, anche se ancora piccola, la bambina sembrerebbe non avere nessun campanello d'allarme (oltre il problema del sonno) che faccia pensare che rientri anche lei nello spettro. Infine, anche il fratello, nonostante la diagnosi e una fase iniziale di pavor notturni, è pienamente rientrato e durante le ore notturne dorme benissimo. Quindi crediamo che, anche se lo spettro è molto ampio ed ogni caso è a se stante, che la problematica del sonno della sorellina sia slegata da questo discorso, ma ovviamente è giusto considerare nella valutazione tutti i fattori.

Antonella Di Stefano
Caro papà,
comprendo bene la sua preoccupazione. Questo tipo di risvegli notturni rientrano in uno stato fisiologico per età. Ciò che mi dà da pensare è il disturbo del comportamento e l’irrequietezza che si associa al risveglio. A questo punto è importante escludere eventuali cause organiche e quindi una accurata visita pediatrica con indagini di laboratorio non solo di base ma anche più approfondite come gli esami per celiachia, ipovitaminosi, assetto immunitario, urinocoltura, tanto per citarne alcuni. Lo dico anche se ho capito bene che è seguita molto bene anche da quetso punto di vista quindi è probabile che tutto questo sia già stato fatto. Dopodiché proseguirei con una valutazione neurologica con EEG per differenziare le crisi di “Pavor nocturnus”, che sono benigne e autolimitanti, da forme di crisi epilettiche notturne. Da non escludere infine una consulenza dal neuropsichiatra infantile per valutare l’eccessivo disturbo comportamentale. Resto comuqnue a sua disposizione, mi tenga aggiornata. Con cordialità.
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