In attesa del raschiamento dopo l’interruzione spontanea della gravidanza

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 16/03/2020 Aggiornato il 16/03/2020

Non è sempre necessario sottoporsi a raschiamento dopo un aborto spontaneo: a volte il ginecologo può decidere di attendere che l'utero si ripulisca senza intervento esterno.

Una domanda di: Elena
Gentilissima dottoressa Valmori, volevo ringraziarla della sua gentilezza e per le risposte incoraggianti datemi in queste lunghe settimane. Purtroppo
il battito del mio terzo e desiderato bimbo si è fermato alla 7 ma settimana e ora sono in attesa del raschiamento. Non pensavo che avrei dovuto affrontare
nuovamente questo strazio, ma la natura decide e noi non possiamo fare nulla. Ora non so se sfidare la sorte e riprovare sperando vada bene, oppure
accontentarmi vista la mia età, dei due meravigliosi miracoli che la vita mi ha donato! Grazie ancora dottoressa, le mando un abbraccio.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Cara signora mamma, avrei voluto risponderle prima ma sono giorni concitati come lei sa meglio di me.
In realtà non è esatto dire che “non possiamo fare nulla”.
In questo momento, davanti alla triste notizia di una gravidanza che si interrompe, lei può scegliere se sottoporsi subito al raschiamento oppure optare per una condotta di attesa. Cosa vuol dire? Significa che si decide insieme al ginecologo ospedaliero che le deve programmare l’intervento di revisione della cavità uterina, di darsi un mese di tempo prima di intervenire chirurgicamente.
E’ esperienza comune osservare che in questo lasso di tempo la gran parte delle donne va incontro ad un aborto spontaneo senza complicanze di tipo infettivo e che sono pochi i casi in cui occorrerà intervenire chirurgicamente per una perdita ematica troppo cospicua.
Il “vantaggio” di non sottoporsi a questo intervento chirurgico è a mio avviso duplice, sia sul piano medico che psicologico.
Da una parte, l’utero si ripulisce in modo meno aggressivo e non rischia complicanze né a breve né a lungo termine.
Dall’altra, direi che abbiamo un lutto ma non un trauma.
Mi scusi se mi sono permessa di darle questa indicazione ulteriore.
Quanto al futuro, direi di non avere fretta di decidere ora se cercare o meno una nuova gravidanza…lo capirà nei prossimi mesi insieme al padre dei suoi figli. Per ora mi sento di incoraggiarla e di sostenerla a guardare al buono e al bello che già c’è nella sua vita.
Perdere un bimbo ci fa rendere improvvisamente conto di quanto diamo per scontato i figli che abbiamo già…potevano non esserci nemmeno loro!
Infine, non abbia paura di mostrarsi in lacrime davanti ai figli e di raccontare loro in modo semplice quello che prova…vedrà che sapranno consolarla meglio di chiunque altro con la loro semplicità e il loro amore disarmanti.
L’abbraccio forte, più forte delle altre volte. Se ha bisogno di una parola, io ci sono.

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