A 17 mesi il fabbisogno calorico diminuisce quindi è normale che i bambini di questa età mangino il "giusto", che può essere molto meno di quanto i genitori si aspettano (o vorrebbero).
Una domanda di: Giulia Mia figlia 17 mesi e inappetente o sazia? Non riesco a capire, ancora ciuccia al seno e rifiuta tutto: sarà la dentizione? Però ora la situazione dura da tanto tempo. E’ una bambina vivace. Grazie per l’aiuto.
Giorgio Longo
Cara signora se la bambina è vivace (e sono certo anche bellissima) stia tranquilla che non ha nulla di cui preoccuparsi. Specie a quella età, quando il fabbisogno calorico si abbassa succede che i bambini mangino (giustamente) molto meno di quanto i genitori si aspetterebbero, o vorrebbero. Io sono solito ricordare in questi casi che oggi in pediatria, con il benessere sociale e i progressi della medicina, abbiamo soltanto una condizione veramente grave, in preoccupante continuo aumento e circa incurabile: l’obesità. Pertanto meno mangia più contenti siate. E guardatevi anche bene dal sollecitarla a finire il piatto, o solo anche di “guardarle” nel piatto mentre manga. Ma evitate anche le classiche sollecitazioni del tipo: “vieni a mangiare che oggi la mamma ti ha preparato…”. Tutte cose inutili e dannose perché potreste rovinarle la gioia dello stare a tavola che, ricordo, è tutt’altra cosa che avere fame. Con cordialità.
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A fronte della mancanza di appetito di un lattante può essere opportuno effettuare le analisi delle urine. Se dall'esame dovesse emergere un'infezione si può pensare che l'inappetenza sia dovuta a questa. »
Un bambino che, pur alimentandosi poco è vivace, allegro, reattivo non desta particolari preoccupazioni. Se invece appare mogio, abbattuto, non sorride, è lamentoso è opportuno parlarne con il pediatra curante. »
Se la crescita non subisce arresti e il bambino è reattivo, allegro, appare in ottima salute, non ci si deve preoccupare se assume meno latte di quanto ci si aspetterebbe. »
Quando un bambino di appena quattro mesi rifiuta il latte, occorre una valutazione accurata da parte del pediatra di famiglia, al quale spetta formulare una prima ipotesi diagnostica per poi approfondire. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »
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