A cura di “La Redazione”Pubblicato il 08/01/2018Aggiornato il 12/06/2026
Dopo l'influenza, è abbastanza comunque che il bambino abbia meno appetito: meglio non forzarlo troppo.
Una domanda di: Natalia Buona sera, il mio bimbo ha avuto l’influenza, febbre 2 giorni, tonsille rosse e gonfie, catarro. Febbre non ne ha più, ancora parecchio muco. Sono 5-6 giorni che mangia poco e niente, oggi quasi niente. È noioso, piange per niente, poi ride. Non ha mai avuto questo problema prima, anche quando aveva orecchio o gola infiammata. Non so se è il caso di fare qualche analisi. Un’altra cosa: sta mettendo gli ultimi 2 denti, e ogni tanto gli prude il sedere. Ho fatto lo scotch test per vedere se ha i vermi ma era pulito. Grazie per il vostro aiuto. La mia pediatra consiglia di dare l’antibiotico visto che non gli è passata del tutto l’influenza e secondo lei è per questo che non mangia.
Leo Venturelli
Cara mamma, io prenderei tempo, cercando di non forzare l’alimentazione. Offrirei al bambino cibi semiliquidi a temperatura ambiente, per via del mal di gola ancora presente.
Poi ricorrerei a ricostituenti naturali, tipo uovo sbattuto, se ha superato l’anno di età, anche tutti i giorni per una settimana. Per quanto riguarda l’antibiotico, contro l’influenza non si somministra perché serve a combattere i batteri e l’influenza è causata da un virus. Posto questo, è possibile che la sua pediatra l’abbia consigliato in quanto il suo bambino ha sviluppato una complicazione di origine batterica (una bronchite, per esempio) Non posso entrare nel merito di questa prescrizione che spetta sempre al pediatra curante, che ha modo di visitare il bambino. Per il prurito, lavi il bambino con acqua e un detergente oleoso destinato all’igiene dei bambini, lo asciughi con cura tamponando e applichi per qualche giorno nella zona un velo sottile di crema a base di ossido di zinco. Cari saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se dalle indagini effettuate non risulta nulla di preoccupante, per incentivare una lattante di sei mesi con scarso appetito a mangiare di più si può iniziare a sostituire le poppate di latte proposte a cena e a merenda con pappe e yogurt. »
A fronte della mancanza di appetito di un lattante può essere opportuno effettuare le analisi delle urine. Se dall'esame dovesse emergere un'infezione si può pensare che l'inappetenza sia dovuta a questa. »
Un bambino che, pur alimentandosi poco è vivace, allegro, reattivo non desta particolari preoccupazioni. Se invece appare mogio, abbattuto, non sorride, è lamentoso è opportuno parlarne con il pediatra curante. »
Se la crescita non subisce arresti e il bambino è reattivo, allegro, appare in ottima salute, non ci si deve preoccupare se assume meno latte di quanto ci si aspetterebbe. »
Quando un bambino di appena quattro mesi rifiuta il latte, occorre una valutazione accurata da parte del pediatra di famiglia, al quale spetta formulare una prima ipotesi diagnostica per poi approfondire. »
È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »