Con le dovute attenzioni e sottoponendosi a particolari controlli è senz'altro possibile affrontare un secondo cesareo a distanza di circa 14 mesi dal primo.
Una domanda di: Valentina Salve, ho appena scoperto di essere incinta, questa sarebbe la mia seconda gravidanza, ho partorito 5 mesi fa con cesareo: è così rischioso avere due
cesarei vicini? Non c’è la farei ad abortire …
Elisa Valmori
Salve cara signora,
sono lieta di poterle dire che fortunatamente non è necessario interrompere questa seconda gravidanza.
È vero: il tempo trascorso dal cesareo è di soli 5 mesi e quindi al prossimo parto ne saranno trascorsi 14.
È quindi possibile che il ginecologo curante non le proponga il travaglio di prova per il parto naturale e che opti direttamente per un secondo taglio cesareo.
Certamente, dal punto di vista materno, ci sono dei rischi nel sottoporre l’utero più volte ad un taglio cesareo in quanto l’incisione e la conseguente cicatrice
sono localizzate bene o male sempre sulla stessa striscia di tessuto e questo rende nel tempo possibili soprattutto tre tipi di complicanze.
1) Inserzione bassa della placenta, in corrispondenza proprio della breccia uterina, con rischio di placenta accreta ossia che si intrufola troppo in profondità nel muscolo uterino.
2) Diastasi della sutura, ossia assottigliamento del tessuto uterino in corrispondenza della cicatrice nel corso della gravidanza o in caso di iniziale attività
contrattile uterina.
3) Aderenze tra l’utero e gli altri organi pelvici (soprattutto vescica, intestino e ureteri).
Rispetto al primo rischio, è possibile monitorarlo attraverso controlli ecografici che vadano a studiare la localizzazione della placenta (il problema non si pone
se la placenta è a localizzazione fundica o posteriore); quanto al secondo, direi che il modo migliore per evitare la diastasi della cicatrice uterina è quello di
mantenere l’utero a riposo per esempio limitando fortemente gli sforzi fisici (ogni aiuto da chiunque venga è bene accetto!), i rapporti sessuali e a giudizio del Curante ginecologo utilizzando una integrazione di magnesio (per bocca) oppure di progesterone (sotto forma di ovuli vaginali) per ottenere che l’utero non si contragga prematuramente.
In ogni caso, è utile assumere acido folico 400 microgrammi 1 compressa al giorno (lontana da the e latticini) per tutto il primo trimestre di gravidanza.
Rispetto alle aderenze, direi che non sono così prevedibili ossia dipende da come rispondono i tessuti nel processo di cicatrizzazione.
Direi che l’avere avuto febbre in puerperio dopo uno dei precedenti tagli cesarei potrebbe essere un fattore di rischio di aderenze pelviche, così come una
storia di difficoltosa guarigione della ferita del cesareo.
Spero di averla rassicurata, resto a disposizione se desidera, cordialmente.
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