Una domanda di: Maria
Sono a 38 settimane + 6 giorni e il mio bambino è gia 3,500 kg per questo motivo sarò indotta tra qualche giorno in particolare a 39 settimane + 4 giorni.
Ho molta paura di affrontare il dolore dell induzione. Ho letto che i dolori possono essere forti sin da subito e più intensità. Come posso superare questa cosa? E soprattutto per tutto quel tempo?

Elisa Valmori
Salve cara signora,
intanto niente paura dell'induzione! La paura non ci aiuta a partorire, questo glielo devo proprio dire.
Immagino lei sia al suo primo figlio e in effetti l'induzione medica del travaglio in chi non ha mai partorito può andare bene ma anche andare per le lunghe e farla stancare. Il primo consiglio è quindi di approfittare di questi giorni per riposarsi il più possibile, così da non arrivare già in arretrato di sonno in ospedale. Poi cerchi di camminare parecchio e fare le scale: la forza di gravità aiuterà il suo piccolo grande campione a incanalarsi bene nel bacino e se la testa del bambino appoggia, il collo uterino si dilata più rapidamente…
Ci sono altre due cose che possono favorire il travaglio spontaneo: la tisana di salvia (mettendo in infusione in acqua bollente una bella manciata di foglie di salvia, filtrando dopo circa 5 minuti e bevendola calda con un poco di zucchero o miele se desidera) e i rapporti sessuali.
Una cosa che forse i miei colleghi non raccontano, è che il liquido seminale contiene proprio prostaglandine (della stessa famiglia di quelle che i medici utilizzano per l'induzione farmacologica del travaglio).
Capisco che con il pancione non sia esattamente comodo fare l'amore, ma le garantisco che dopo il parto ci saranno altri ostacoli non meno impegnativi e quindi è proprio bello e importante approfittare di questo momento visto che poi la famiglia si allarga e ci si mette un po' a ritrovare l'equilibrio anche come coppia.
Lei ha paura del dolore dell'induzione. Intanto bisogna vedere quale tipo di induzione le propongono: non sono tutte uguali!
Se proprio dovrà essere indotta, può chiedere di mettere il "palloncino" ossia il catetere di Foley che, gonfiato all'interno del collo uterino, lo stimola a rammollarsi e un poco anche ad aprirsi.
Le suggerisco questo metodo perché è un modo per prendere tempo rispetto all'induzione con l'ossitocina in flebo: è questa che fa male!
Lei magari sa che anche nel travaglio spontaneo si produce ossitocina e che grazie a questa arrivano le contrazioni uterine.
Quello che forse non sa, è che la Natura ha previsto un ritmo tra ossitocina (che provoca un po' di dolore, come una specie di crampo muscolare all'utero ma di breve durata) e rilascio di endorfine (l'ormone dell'innamoramento), una sorta di analgesia naturale che toglie completamente il fastidio/dolore della contrazione uterina.
Il "problema" dell'induzione sta nel fatto che l'ossitocina sintetica non viene bilanciata dalle endorfine: ecco perché è così impegnativo partorire così!
Oggi si usa l'analgesia epidurale per bilanciare il male dell'ossitocina in vena ma è comunque un farmaco anche quella e può avere effetti indesiderati sia sulla mamma che sul bambino. Un po' strano, vero?: le mamme resistono 9 mesi senza quasi prendere farmaci (eccetto le vitamine) e poi proprio alla fine ne fanno provvista prima di partorire! La vera questione nel suo caso è se abbia davvero senso indurre un travaglio per un bambino stimato di 3500 grammi. Non è nemmeno una macrosomia fetale. Siamo sicuri che abbia senso? Ci fosse il diabete gestazionale o altro tipo di indicazione, capirei. Ma nel suo caso mi pare un po' tanto interventista. Infine, le segnalo che lei è libera di rifiutare sia l'induzione meccanica (col palloncino) che quella farmacologica (con la fettuccia o il gel vaginale) del travaglio del parto. Le ostetriche sono esperte di rimedi naturali per favorire la maturazione del collo dell'utero (penso all'olio di enotera ad esempio): potrebbe farsi aiutare da loro! Ne sanno da vendere, glielo garantisco: anche per l'allattamento e il puerperio sono una risorsa troppo poco conosciuta da noi mamme.
Spero di averla aiutata, parli con il suo bambino per convincerlo a mettersi in viaggio senza farsi sloggiare...mi faccia sapere come è andata, faccio il tifo per voi!
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