Infezione da ureaplasma nella 37ma settimana di gravidanza

Professoressa Anna Maria Marconi A cura di Professoressa Anna Maria Marconi Pubblicato il 28/03/2022 Aggiornato il 28/03/2022

Individuare in vagina il batterio Ureaplasma non ha alcun significato medico e non espone il nascituro ad alcun rischio, tant'è che il tampone per ricercarlo non viene effettuato di routine.

Una domanda di: Valeria
Mi trovo alla 37 esima settimana di gravidanza e avendo effettuato i vari tamponi sono risultata positiva all’Ureaplasma urealycticum. Premetto che già ad inizio gravidanza feci tamponi e non c’era ero positiva solo ad enterococco, tamponi che ho poi ripetuto dopo la cura antibiotica ma l’enterococco non era andato via. Ora invece sono positiva solo a Ureaplasma. Sinceramente ho letto un po’ su internet e mi sono molto preoccupata per via della trasmissione al feto, sia per i rischi polmonari che di meningite neonata. Settimana prossima ho sia il monitoraggio in ospedale che la visita con la ginecologa ma mi sento proprio buttata giù da questa notizia. Volevo chiederle quante percentuali ci sono di trasmissione al feto di questo batterio e i pericoli?
Anna Maria Marconi
Anna Maria Marconi

Gentile signora, stia serena. A termine di gravidanza un’infezione vaginale da Ureaplasma non è associata ad infezione del neonato. Tanto è vero che non viene testata di routine. L’importante è non avere il tampone vagino rettale positivo per lo streptococco beta emolitico, nel qual caso è indicata una profilassi antibiotica al momento del travaglio. Ma lei di questo non fa cenno. Con cordialità.

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