Infezioni vaginali in gravidanza
A cura di Francesco De Seta - Professore specialista in Ginecologia
Pubblicato il 25/09/2023
Aggiornato il 11/03/2026 Quando il tampone vaginale evidenzia la presenza di più agenti infettivi è opportuno approfondire la condizione anche con un'urinocoltura.
Una domanda di: Tatiana
Salve dottore sono MOLTO PREOCCUPATA. Sono incinta di 5 settimane (ultimo
ciclo il 15 agosto).
Ho fatto tampone vaginale e cervicale (+ antibiogramma) per delle perdite
maleodoranti e bruciori e sono risultata positiva a ben 4 infezioni!!!
Ureaplasma Spp. con carica > 10.000 UFC/ML , Gardnerella, Micoplasma Hominis
con carica > 1.000.000 UFC/ML e Streptococcus agalactiae. Non conosco
nessuna di queste infezioni e ancora non sento il mio ginecologo!!
(Appuntamento tra 4 giorni). Su internet però leggo che sono pericolose ,
difficili da debellare , recidive , causano aborto parto pre-termine e tanto
altro. È la verità??????
Sono disperata!! Come le curo tutte queste cose senza nuocere il feto con
antibiotici su antibiotici?? Che assumo? Sono infezioni gravi dottore? Si
può risolvere??? Cosa possono causare se non riesco a debellarne qualcuna???
Grazie dottore.

Francesco De Seta
Gentile signora,
le infezioni vaginali possono talora essere miste e cioè con più micorganismi presenti.
Nel suo caso sembrerebbe una vaginosi batterica con micoplasmi e (probabile) presenza di streptococco.
Le consiglio innanzitutto di fare un approfondimento anche con urinocoltura e poi, in relazione ai risultati, decidere che antibiotico (locale o orale) utilizzare perché certamente occorre risolvere la situazione. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori In caso di vaginosi batterica, con una storia clinica di ipercontrattilità uterina precoce unita a sanguinamento, rende opportuna una cura mirata contro la Gardnerella. »
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Francesco De Seta L'utilità delle lavande vaginali è a tutt'oggi controversa, tuttavia uno specialista "da remoto" non può entrare nel merito della prescrizione fatta dal ginecologo curante che, se le ha consigliate, evidentemente ha ben valutato pro e contro. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Antonio Clavenna L'assunzione di antibiotici della classe delle cefalosporine non espone a rischi per il feto. »
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Francesco De Seta In effetti la Candida glabrata è particolarmente difficile da trattare e le infezioni di cui è responsabile tendono a recidivare. Quando se ne viene colpite è più che consigliabile affidarsi a uno specialista esperto in infezioni urogenitali. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi. »
Le domande della settimana
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Giorgio Longo Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Roberta Levi Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Stefano Geraci Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Sara De Carolis Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »
Fai la tua domanda agli specialisti