I vermi della frutta sono larve di mosca che, se ingerite, possono causare vari problemi per via degli agenti infettivi di cui possono essere portatori.
Una domanda di: Federico Mia moglie è alla 16^ settimana di gravidanza e oggi ha mangiato un fico, vedendo poi però che nei resti scartati era presente un piccolo vermicello. Volevamo chiedere se ci potrebbero essere rischi per il feto, sia in caso di ingestione di un altro eventuale vermicello sia per cause parallele che potrebbero esserci (batteri o altro….). Grazie.
Fabrizio Pregliasco
Gentile Federico, innanzi tutto va detto che il “piccolo vermicello” di cui lei riferisce, come tutti i vermetti della frutta, è una larva di mosca, quindi il fico era stato contaminato appunto da questo insetto. In linea teorica, se ingerite queste larve possono provocare non pochi fastidi, perché possono fare da veicolo a batteri potenzialmente molto pericolosi, tra cui la salmonella e l’escherichia coli oppure possono causare una forma di parassitosi nota come miasi. Ovviamente a questo punto non c’è nulla da fare di particolare visto che comunque da un lato non sappiamo se sua moglie abbia o no ingerito una larva e dall’altro non è proprio automatico che l’eventuale ingestione causi lo sviluppo di un’infezione. Direi dunque di stare semplicemente attenti all’eventuale comparsa di sintomi, come vomito, diarrea, febbre: se dovessero manifestarsi vi consiglio di rivolgervi al pronto soccorso per le prime cure del caso. Tenga presente che mediamente i sintomi non compaiono oltre le 72 ore, anche se è vero che a volte possono manifestarsi anche dopo più di una settimana. Mi tenga aggiornato. Cari saluti.
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Il fenbendazolo per uso veterinario è simile ai principi attivi antiparassitari impiegati nell'uomo, quindi è improbabile che una sola compressa assunta accidentalmente esponga il feto a rischi. »
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Nella maggior parte dei casi i vermetti bianchi della frutta sono larve delle "farfalline delle dispense", la cui ingestione accidentale non provoca particolari problemi. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
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