Una domanda di: Domenica
Il 22/12 subisco una caduta quindi faccio RX spalla bacino e parte del sacro. Quel giorno avevo il ciclo durato un po' scarso 3 giorni perché feci una cura di dicloreum 150 per 5 giorni e fin qui ci siamo. Poi il 12 gennaio porto mia figlia per fare una lastra al torace sono entrata lì dentro essendo che lavoro in ospedale il tecnico mi fece rimanere nella stanza ma nella cabina con porta aperta mia figlia fece la lastra. Ho delle paura che mi trovavo lì dentro non sapendo di essere incinta. L'ho saputo oggi dal test 24.01.2026, mi dà qualche info per queste mie paure?

Dottor Marcello Orsi
Buongiorno Domenica, capisco perfettamente il suo stato d'animo.
La notizia di una gravidanza è un momento carico di emozioni e la preoccupazione di aver "fatto qualcosa di sbagliato" è del tutto naturale.
Tuttavia, come medico radiologo, posso rassicurarla: non c'è motivo di allarmarsi. Vediamo insieme perché, analizzando i due episodi che la preoccupano.
Le radiografie del 22 Dicembre: in questa data, lei ha eseguito esami diretti (spalla, bacino, sacro). Il fattore tempo: il 22 dicembre, stando alle date che mi ha fornito, lei era nel pieno del ciclo mestruale. In questa fase non è ancora avvenuta l'ovulazione né, tantomeno, il concepimento. La legge del "tutto o nulla": in radiobiologia, per le primissime fasi (ancora prima che lei sapesse di essere incinta), vige questa regola. Se un'irradiazione massiccia danneggia l'ovulo, la gravidanza semplicemente non parte. Se la gravidanza prosegue, significa che non c'è stato un danno cellulare rilevante. Dose: le macchine moderne utilizzano dosi di radiazioni molto basse, non paragonabili a quelle necessarie per creare danni d'organo al feto. L'esame di sua figlia il 12 Gennaio. Questo è il punto su cui deve stare ancora più tranquilla.
Distanza e barriere: lei si trovava in cabina, seppur con la porta aperta. La radiazione non si comporta come un gas che "riempie la stanza", ma come la luce di un flash: viaggia in linea retta.
Radiazione diffusa: l'unica radiazione che avrebbe potuto colpirla è quella "diffusa" (rimbalzata sul corpo di sua figlia), che è una frazione infinitesimale del raggio principale. Assenza di rischio: trovarsi a qualche metro di distanza o dietro una paratia, mentre viene eseguita una singola radiografia del torace (che è uno degli esami a più bassa dose in assoluto), comporta un'esposizione trascurabile, paragonabile alla radiazione naturale che riceviamo tutti i giorni. In sintesi: il rischio di malformazioni o problemi legati a questi due eventi è considerato statisticamente nullo. Le linee guida internazionali (come quelle dell'ICRP) confermano che dosi inferiori a 100 mGy, e lei ne ha ricevuta una quantità migliaia di volte inferiore, non sono associate a un aumento del rischio di interruzione di gravidanza o anomalie fetali.
Un consiglio: porti con sé i referti delle radiografie alla prima visita ginecologica. Il suo ginecologo apprezzerà la precisione, ma vedrà che confermerà quanto le ho appena detto. Si goda questo momento splendido e cerchi di stare serena, perché lo stress è un nemico molto più reale delle poche radiazioni che ha preso. Cordiali saluti.
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