Insonnia cronica: c’è una soluzione?

Professor Francesco Peverini A cura di Professor Francesco Peverini Pubblicato il 27/03/2023 Aggiornato il 06/04/2023

La tappa più importante lungo il percorso che porta alla soluzione dell'insonnia è rappresentata dalla visita, attraverso cui il medico può stabilire di che forma di disturbo del sonno si tratta, per poi pianificare la strategia terapeutica più appropriata in relazione al singolo caso.

Una domanda di: Doina
Soffro di insonnia da tanti anni, un anno mi è stata dato Trittico (principio attivo trazodone cloridrato, categoria degli antidepressivi, ndr) però sono stata male ho smesso di assumerlo e ho preso le medicine naturali senza risultato per quattro mesi. Sono andata al Centro del Sonno di Pisa e prendo Laroxyl (antidepressivo triciclico, ndr): sono due settimane da quando ho iniziato la cura e non sto affatto bene: sono arrivata a 5 gocce, dormo un po’, però di giorno non sto bene e la mattina mi sveglio con gli occhi gonfi e rossi: può essere l’effetto del farmaco? Vi ringrazio anticipatamente.
Francesco Peverini
Francesco Peverini

Buongiorno signora, solo una visita può chiarire i suoi dubbi (compresi quelli su eventuali effetti indesiderati dei farmaci): è quindi una questione di metodo. La visita è il momento più importante nella cura dell’insonnia. Attraverso il colloquio con il paziente, il medico può identificare il particolare disturbo del sonno e le misure da adottare per il suo specifico trattamento e al contempo distinguere se si tratta di insonnia primaria o secondaria. Infatti, l’insonnia è molto frequentemente un sintomo di qualche disturbo di altra origine (ad esempio endocrinologico), piuttosto che di una patologia a sé stante. Suggerisco di riflettere su alcuni falsi miti che possono essere tremendamente dannosi sia per la quantità che per la qualità del sonno stesso. La convinzione che si possa dormire efficacemente anche solo cinque o meno ore di sonno, che il russare sia innocuo e che l’alcool aiuti ad addormentarsi, sono errori veramente cruciali. La visita include la valutazione approfondita dell’anamnesi del paziente e la risoluzione di eventuali dubbi o domande. Il medico valuterà tutte le informazioni fornite, quindi procederà ad una diagnosi e allo sviluppo di un piano d’azione per il trattamento del paziente, non solo del suo disturbo. Consiglio di annotare tutti i sintomi da presentare allo specialista e di portare questa nota in visita. Dopo questa prima consultazione, il medico potrebbe proporre l’esecuzione di un test del sonno (polisonnografia), nel caso sia necessario comprendere e visualizzare in modo completo il disturbo del sonno presentato, anche per escludere possibili componenti organiche (apnee notturne, sindrome delle gambe gambe senza riposo). Durante la visita i pazienti hanno la possibilità e devono porre domande allo specialista in merito al disturbo del sonno, alle opzioni di trattamento, all’eventuale studio sul sonno che risultasse necessario e a qualsiasi altro aspetto del processo diagnostico e terapeutico. Considerazioni: ricordiamo che un medico di solito arriva a visitare pazienti che non sono migliorati o guariti spontaneamente o in cui il disturbo si protrae da mesi (o anni); la rappresentazione accademica secondo cui si può parlare di insonnia cronica per un disturbo che si presenta almeno tre notti a settimana per tre mesi o più appare, sulla base della mia esperienza, fin troppo ottimistica rispetto a quanto si osserva nella pratica clinica e alle necessità di una popolazione attualmente molto provata – per tante ragioni – dalla riduzione costante di ore di sonno. I pazienti che giungono in ambulatorio lamentano molto spesso problemi di insonnia insorta da anni, avendo già provato senza successo o con risultati parzialmente soddisfacenti rimedi e cure, anche farmacologiche, prescritte da tanti specialisti consultati o spesso auto-prescritte. Tra l’altro, quando il medico chiede i nomi dei farmaci o dei preparati assunti in precedenza, scopre che questi sono stati rapidamente dimenticati, sia per pura antipatia, data la loro inefficacia, sia perché talora impronunciabili; ma anche perché al sonno viene data da troppo tempo una connotazione di “bene di lusso” e non di condizione essenziale per la salute. La terapia farmacologica richiede spesso una gestione articolata e multidisciplinare delle cure che diviene ancora più pressante per i pazienti (probabilmente fino al 30 per cento) con patologie del sonno combinate tra loro o con altre malattie croniche. Determinare quale farmaco possa essere giusto dipende dal tipo di insonnia diagnosticata e da altri fattori riguardanti la salute della singola persona. Gli obiettivi del trattamento farmacologico sono principalmente quello di migliorare la qualità e la quantità del sonno, riparare le funzioni diurne compromesse, ridurre il tempo di addormentamento e il numero dei risvegli durante il sonni, aumentando stabilmente il tempo totale di sonno. Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

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