Interferenti endocrini: quali sono, dove si trovano, cosa fanno

Professor Gianni Bona A cura di Gianni Bona - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 29/10/2017 Aggiornato il 17/06/2026

Ci sono sostanze che interferiscono sull'azione degli ormoni e sul loro equilibrio, determinando effetti, della cui portata non si ha ancora certezza, soprattutto nelle fasi della vita in cui l'organismo è ancora in via di sviluppo: periodo fetale, neonatale, infanzia, adolescenza.

Una domanda di: Valentina
Mi potrebbe illustrare la pericolosità degli interferenti endocrini ed elencarmeli? Grazie. Ho un bambino di 19 mesi.

Gianni Bona
Gianni Bona

Gentile mamma,
innanzi tutto grazie per la sua domanda che mi permette di parlare di un argomento che mi sta particolarmente a cuore. Gli endocrine disruptors (EDCs) o, come lei giustamente li ha definiti in italiano, gli inteferenti endocrini, sono ovunque, almeno potenzialmente. Voglio subito precisare che i loro effetti nocivi non sono univocamente riconosciuti in quanto non c’è accordo in seno alla Comunità scientifica per quanto riguarda alcuni aspetti della questione: il periodo di latenza tra esposizione ed effetti; l’effetto cocktail tra più sostanze; l’effetto ormonale agonista-antagonista; l’effetto dose-risposta variabile da caso a caso. Di certo si sa, comunque, che le fasi della vita in cui è più pericoloso il contatto con queste sostanze che, come dice il nome, interferiscono sull’azione degli ormoni e sul loro assetto, quindi sull’intero funzionamento dell’organismo, sono quelle dello sviluppo: periodo fetale-neonatale-infanzia-adolescenza. I possibili effetti nocivi vengono determinati su: gonadi (testicoli e ovaie), timing pubertà (lo sviluppo puberale può anticipare), funzione tiroidea, sviluppo neurocognitivo, metabolismo. A quest’ultimo proposito, può aumentare il rischio di obesità. Per quanto riguarda l’elenco degli interferenti endocrini è spaventosamente nutrito. Vengono suddivisi in 4 grandi gruppi:
Bisfenolo A:
biberon, contenitori e pellicole usati per conservare gli alimenti, biglietti da cassa, banconote, carte di credito, protesi dentarie, lattine per le conserve, imballaggi di plastica, policarbonato, resina epossidica, PVC (cloruro di polivinile), rifiuti umani e acque di scolo.
Ftalati (DEHA, DBP, DEHP):
pannolini, tessuti impermeabili, PVC, scarpe, detergenti, inchiostri, giocattoli, fissatori in creme, profumi, prodotti per la rasatura, lubrificanti, lozioni, capsule gastro-resistenti, sacche per il plasma, cateteri, otturazioni dentali
HAP o idrocarburi policiclici aromatici:
combustione del motore dell’automobile (benzina, diesel), domestica (gasolio, carbone), industriale (produzione di alluminio, inceneritori, incendi di foreste, eruzioni vulcaniche…)
sbiancamento della carta con il cloro, produzione di alcuni erbicidi, incenerimento dei rifiuti, scarto di oli industriali; presenti in latticini, carne, pesce
Parabeni:
utilizzati come conservanti nei farmaci, nei cosmetici e negli alimenti per le loro proprietà antibatteriche e antifungine. Alcuni parabeni sono di origine naturale e si trovano in alcuni tipi di frutta e verdura.
Gli interrogativi ancora aperti sulla questione riguardano: la definizione degli effetti a lungo termine sullo sviluppo endocrino e riproduttivo; l’elaborazione di valori di riferimento per il monitoraggio biologico degli effetti; lo studio della sinergia con fattori genetici, stati metabolici e stili alimentari e di vita.
Ma nell’attesa di avere dati definitivi e certi su i quattro grandi quesiti sopraindicati è d’obbligo applicare il criterio di PRECAUZIONE, che consiste nel limitare al massimo l’esposizione del bambino alle varie sostanze chiamate in causa. Dunque, anche in relazione agli interferenti endocrini deve ritenersi più che valida una sentenza della Corte di Giustizia del 5 maggio 1998, che così recita: “Quando sussistono incertezze riguardo all’esistenza o alla portata di rischi per la salute delle persone, le istituzioni possono adottare misure protettive senza dover attendere che siano esaurientemente dimostrate la realtà e la gravità di tali rischi”. Cari saluti

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Interferenti endocrini: possono anticipare la pubertà?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Da anni ormai vi è il sospetto che gli estrogeni eventualmente presenti nelle carni (bianche soprattutto) possano anticipare l'arrivo della pubertà.   »

In ansia per le bottiglie di plastica

Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

E' inutile affliggersi al pensiero che il bambino possa essere stato esposto occasionalmente al contatto con un interferente endocrino.   »

Bottiglie di plastica dell’acqua: perché non vanno riutilizzate

Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Le bottiglie di plastica dell'acqua andrebbero smaltite dopo il primo uso per ragioni igieniche. Ricorrere a recipienti di vetro anziché riutilizzarle in cucina è la scelta più saggia.   »

Ancora sull’uso delle bottiglie di plastica

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Rosa Lenoci

Non è opportuno riutilizzare le bottiglie di plastica dell'acqua in cucina, perché una volta usate possono rilasciare sostanze nocive. I recipienti di vetro sono la prima scelta.   »

Bottiglie di plastica: si possono riutilizzare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Rosa Lenoci

Le bottiglie di plastica dell'acqua minerali non dovrebbero essere impiegate una seconda volta in quanto potrebbero contaminare i nuovi liquidi.   »

Le domande della settimana

Voglio il terzo figlio, ma mio marito non è d’accordo

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Non si può obbligare un uomo a diventare nuovamente papà, però ci sono argomentazioni che possono favorire la possibilità che cambi idea.  »

Si può rimanere incinta a 48 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Avviare una gravidanza a 48 anni non è impossibile, ma altamente improbabile.   »

Nausea e vomito spariti: è un brutto segno?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se è vero che la nausea è un sintomo che esprime il buon andamento della gravidanza, lo è altrettanto che sentirsi meglio non significa automaticamente che si è in presenza di una minaccia di aborto.   »

Piccola perdita in 13^ settimana di gravidanza: cosa può essere?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una leggera perdita "colorata" non deve destare preoccupazione: può verificarsi senza necessariamente rappresentare un segnale d'allarme.   »

Fai la tua domanda agli specialisti