Intestino problematico: è possibile affrontare una gravidanza?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 11/12/2020 Aggiornato il 10/04/2026

Anche se l'intestino non funziona correttamente, una volta ottenuto il parere favorevole del gastroenterologo si può pensare a una gravidanza. Con le dovute precauzioni del caso, ovviamente.

Una domanda di: Lidia
Dottoressa sono sempre io da Ischia mi sono dimenticata di
dire a cause dei cesarei e delle aderenze che mi danno fastidio – cieco stirato in pelvi verificato con risonanza magnetica, in più rettocele 3 centimetri – ho difficoltà ad andare in bagno regolarmente. Posso lo stesso affrontare una gravidanza? Il mio gastroenterologo ha detto sì, ma io ho sempre dubbi e la paura di un blocco intestinale, dopo un eventuale prossimo cesareo. Forse mi pongo troppe paranoie, ma abitare in un’isola non dà sicurezza. Aggiungo un’altra domanda: urinocoltura e tamponi vaginali e cervicali ogni quando vanno fatti in gravidanza? Grazie, mi scusi ancora
del disturbo.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora, capisco le sue paure e mi auguro di esserle di aiuto per affrontarle e procedere più speditamente nel perseguimento dei suoi obiettivi.
Siccome mi ha posto due quesiti, inizio da: urinocoltura e tamponi vaginali e cervicali ogni quando vanno fatti?
La risposta è: dipende dal protocollo dell’ospedale in cui verrà seguita nella prossima gravidanza.
A titolo di esempio le posso dire che nel suo caso specifico (pregressa PPROM) avrebbe senso effettuarli a 20 e 28 settimane di gestazione anche in assenza di sintomi suggestivi d’infezione. Inoltre, dalla 16° settimana, sarebbe indicata una valutazione mensile della lunghezza del collo uterino mediante ecografia transvaginale (interna) e in base al reperto ecografico si deciderebbe se somministrare o meno una terapia con progesterone in ovuli vaginali, in modo da mantenere l’utero rilasciato e prevenire l’insorgenza di attività contrattile uterina.
Rispetto alla problematica delle aderenze, mi rendo conto che siano particolarmente estese e invalidanti. Non escludo anche l’eventualità che in una gravidanza l’aria in addome possa darle fastidio o dolore vero e proprio. Più del blocco intestinale dopo il parto (quando sarà ricoverata e monitorata quotidianamente), sarebbe importante non sottovalutare la funzionalità del suo intestino durante la gravidanza, così da intervenire per tempo in caso di necessità.
Sarebbe importante a mio avviso che lei approfondisse delle tecniche di rilassamento o di auto-massaggio (per esempio lo Shiatsu o lo Yoga) che le diano degli strumenti per ottimizzare il transito del suo intestino nonostante tutte queste aderenze e limitare al minimo l’assunzione di farmaci antidolorifici o anti-spastici.
Infine, è possibile che un’ulteriore gravidanza la metta nelle condizioni di doversi operare un domani di rettocele…so che non è mai bello operarsi ma chissà che questo le consenta in seguito un ritmo più regolare nell’evacuazione?
In conclusione, sono dell’avviso che lei possa fidarsi del consiglio del gastroenterologo, tenendo presente che dovrà prendersi buona cura del suo intestino, se andrà incontro ad una nuova gravidanza.
Spero di esserle stata di aiuto, cordialmente.

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