Iperplasie nodulari al fegato e PMA

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Dottoressa Elisa Valmori Pubblicato il 15/05/2020 Aggiornato il 18/05/2020

Una gravidanza, anche ottenuta grazie alla procreazione medicalmente assistita, può iniziare ed essere portata a termine nonostante la presenza di una patologia epatica benigna.

Una domanda di: Natascia
Dopo un’ecografia dell’addome completo e successive risonanze magnetiche mi sono state riscontrate due piccole iperplasie nodulari focali al fegato, ora ho intrapreso un percorso di procreazione medicalmente assistita e per la preparazione al transfer dovrei prendere degli estrogeni che mi sono stati caldamente sconsigliati in sede di diagnostica dell’iperplasia, come devo comportarmi? Grazie per i consigli che potrete darmi.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Gentile signora, da quanto emerge in letteratura a proposito di Iperplasia Nodulare Focale si può concludere che:
– è una patologia molto comune e di natura benigna che interessa il fegato
– colpisce sopratutto le donne in età fertile (tra i 20 e i 60 anni)
– è asintomatica nel 70-90% dei casi e solitamente si scopre incidentalmente effettuando indagini con esami strumentali per altre indicazioni
– la sua associazione con gli ormoni estrogeni è controversa e certamente meno evidente di quella che si riscontra per gli adenomi epatici
– solitamente non si associa a complicanze quali il sanguinamento e non ha tendenza alla trasformazione maligna (ossia in epatocarcinoma)
– è raccomandato un monitoraggio strumentale nei pazienti in cui viene diagnosticata, con cadenza variabile tra i 6 mesi e i 2 anni a seconda del decorso della patologia
– Eccezionalmente, noduli di grandi dimensioni associati a sintomi e/o compressione di strutture limitrofe possono essere suscettibili di correzione chirurgica
Detto questo, direi che la gravidanza può essere ricercata…è vero che corre il rischio di vedere aumentare di diametro queste piccole lesioni ma vogliamo paragonarlo alla gioia di diventare mamma?
Tra parentesi, vorrei sottolineare che non solo le cure per la procreazione assistita, ma soprattutto la gravidanza la esporranno a dosi massicce di estrogeni (oltre che di progesterone e tanti altri ormoni come in un’orchestra da camera).
Credo sarà opportuno monitorare gli indici di funzionalità epatica nel corso della gravidanza, di modo da cogliere per tempo eventuali segni di sofferenza o sovraccarico a carico del fegato (organo che viene molto sollecitato dai cambiamenti ormonali e metabolici tanto che anche in donne sane si possono avere segni di affaticamento epatico, soprattutto nel terzo trimestre, infatti una patologia piuttosto comune è proprio la colestasi gravidica).
Inoltre, immagino che nel corso della gravidanza le sarà proposto di esaminare nuovamente il fegato per verificare l’eventuale incremento nelle dimensioni delle lesioni già note.
Spero di averla aiutata, resto a disposizione se desidera, cordialmente.

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