Irregolarità del ciclo dopo un aborto indotto
A cura di Gaetano Perrini - Dottore specialista in Ginecologia
Pubblicato il 13/10/2024
Aggiornato il 03/03/2026 Quando le irregolarità mestruale successive a un aborto si prolungano per mesi può essere necessario effettuare alcune indagini di approfondimento, tra cui, per esempio, le analisi del sangue per valutare la funzionalità delle ovaie e della tiroide.
Una domanda di: Arianna
Buongiorno dottore, il 2.07 mi hanno indotto un aborto per assenza di BCE (vitalità dell’embrione) ho avuto perdite e una emorragia molto forte per circa 10 giorni, dopo di che il 5 agosto ho avuto delle perdite, non classificabili come ciclo, che poi si sono ripresentate dopo circa 15 giorni (quando avrei dovuto ovulare) poi, il 3 settembre dopo qualche giorno di spotting (di solito non ho mai avuto spotting in vita mia) è arrivato il ciclo come si deve, ho anche ovulato ma l’ovulazione era striata di sangue, dopo 7 giorni dall’ovulazione circa di nuovo spotting, ieri mi è arrivato il ciclo, oggi è già finito sangue molto scuro… quasi nero.. sto iniziando a preoccuparmi.

Dottor Gaetano Perrini
Cara signora,
quanto da lei riferito rientra nelle possibili evoluzioni di una procedura farmacologica per espletamento di svuotamento della cavità dell’utero per aborto interno. In questi casi di solito l’ecografia pelvica transvaginale è in grado di definire la situazione dal punto di vista funzionale ovarico e dal punto di vista endometriale che passati tre mesi dovrebbe essere normalizzata. Contatti quindi su specialista di fiducia per effettuare tali procedure e verificare che non siano presenti altre motivazioni per l’irregolarità del ciclo. In questo caso potrebbe essere utile effettuare anche dei test ematochimici di funzionalità ovarica e tiroidea e verificare con il pap-test e con un tampone vaginale che non ci siano delle anomalie cellulari sulla cervice uterina o delle infezioni. Qualora siano anche presenti anomalie strutturali dell’utero (polipo o fibromi) potrebbe essere suggerito dal suo ginecologo di fiducia un eventuale approfondimento di secondo livello con un’isteroscopia. Cari saluti.
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