Laparocele e diastasi dei retti addominali: che fare?
A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia
Pubblicato il 17/07/2020
Aggiornato il 15/04/2026 Se non convince il parere del primo chirurgo addominale consultato, per togliersi ogni dubbio è opportuno cercare un secondo parere che, nel caso in cui coincidesse con l'altro, può rappresentare l'indicazione definitiva.
Una domanda di: Marianna
Salve, tramite TAC addominale mi è stato diagnosticato un grosso laparocele di 5.2 cm poco al di sopra del taglio cesareo e diastasi dei retti addominali di 4.5 cm. È possibile operare solo il laparocele e non la diastasi? Si potrebbe intervenire per via laparoscopica per risolvere il laparocele? Dopo l’intervento potrei avere un’altra gravidanza? Il chirurgo che mi ha visitato mi ha detto di operarmi solo al termine dell’attività riproduttiva e non mi ha proposto un intervento in laparoscopia per via delle dimensioni del laparocele e per la presenza della diastasi. Sto disperatamente cercando un chirurgo che possa operarmi con tecniche meno invasive e che possano consentirmi di avere un altro figlio. Grazie.

Elisa Valmori
Salve cara signora, la sua domanda per me è di difficile risposta in quanto non mi occupo personalmente di riparare chirurgicamente il laparocele e nemmeno la diastasi dei retti, quindi credo che nessuno meglio del chirurgo possa consigliarla. Io posso dirle che l’indicazione di cercare prima la seconda gravidanza (e la terza, perchè no?) prima di sottoporsi all’intervento è ragionevole dal punto di vista medico in quanto la gravidanza è un momento in cui si possono verificare delle condizioni facilitanti il laparocele e la diastasi dei muscoli retti, motivo per cui lei potrebbe doversi operare una seconda volta.
Il fatto che lei abbia già effettuato un taglio cesareo in passato la rende meno idonea ad un intervento in laparoscopia in quanto potrebbero essersi create delle aderenze nella parete addominale che renderebbero l’intervento in laparoscopia più complesso e magari più a rischio di complicanze.
Inoltre, le dimensioni del laparocele e della diastasi sono tali da rendere consigliabile l’intervento in laparotomia.
Sarei dell’idea di cercare un secondo parere presso un chirurgo addominale, soprattutto in caso questo laparocele le desse dei sintomi già da ora come temo.
Spero di averla aiutata anche se so di non essere stata conclusiva, la invito a proseguire nella sua ricerca: chi cerca trova!
Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
13/05/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Giovanni Battista Nardelli La presenza di un laparocele, che è un'ernia che si forma nella zona dell'addome, in caso di gravidanza deve suggerire prima di tutto di contenere l'aumento di peso. »
23/07/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Augusto Enrico Semprini L'ernia che si forma sopra una cicatrice lasciata da un intervento effettuato sull'addome (laparocele), se riparata non ostacola la gravidanza. Gli accorgimenti del caso sono da adottare durante il parto. »
23/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Una coppia giovane può attendere un anno prima di rivolgersi a un centro per la diagnosi e la cura dell'infertilità, ma se nove mesi di tentativi non andati a buon fine sono fonte di grande stress può, senza dubbio, farlo prima. »
21/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Francesco Maria Fusi Nelle donne che hanno una tendenza all'autoimmunità l'impiego del cortisone serve per evitare che, una volta iniziata la gravidanza, la presenza dell'embrione non venga accettata dal corpo. »
17/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza. »
Le domande della settimana
24/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisabetta Canitano Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione. »
23/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Se c'è la possibilità di essere in gravidanza e si è subito un trauma all'addome è consigliabile rivolgersi a un pronto soccorso ostetrico. »
20/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo. »
17/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza. »
17/04/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità. »
Fai la tua domanda agli specialisti