Prima dell'anno di vita non è stretamente necessario passare al latte formulato 2, quindi se il bambino lo digerisce a fatica si può tranquillamente tornare al formulato 1.
Una domanda di: Carola Salve la mia bambina Costanza quasi 7 mesi è passata al latte di proseguimento Humana 2. Prima, con Humana 1, mai nessun problema; adesso contorcimenti, aria, pianti con tante lacrime. Potrebbe essere possibile che le faccia male? La mia pediatra mi ha chiesto di aspettare.
Leo Venturelli
Cara signora, spesso succede che il cambio di un latte produca problemi intestinali legati alla digestione, al diverso contenuto in grassi, alla adattabilità del microbioma intestinale. La cosa più semplice da fare in simili casi, a fronte di sintomi come quelli manifestati dalla sua piccina è aspettare a cambiare il latte, mantenendo quello formulato 1. Di fatto molti nutrizionisti ritengono che non ci siano problemi a mantenere il latte formulato di tipo 1 fino all’anno di età, e anche io ritengo che non ci sia alcuna fretta di passare al tipo 2. L’introduzione degli alimenti diversi dal latte (svezzamento) è comunque già avvenuta, dico bene?, quindi non corriamo alcun rischio che la sua alimentazione sia carente. Torni quindi tranquillamente al latte di prima, visto che non crea alcun problema. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
La temperatura ideale per evitare la possibile presenza di microbi nelle polveri dei latti formulati è di 70 gradi. In particolare, così si impedisce la crescita del Cronobacter Sakazakii, responsabile di enterite. »
L'aumento di peso minimo del bebè, fino a tre mesi di età, è di 140-150 grammi a settimana. Sotto questi valori bisogna trovare una soluzione, che può anche essere semplicemente quella di attaccarlo più spesso al seno. »
Se un latte determina particolari problemi è opportuno provare a cambiarlo per un periodo di almeno 10 giorni, per avere la possibilità di capire se va bene per il bebè. »
La frequenza delle scariche in un lattante non è automaticamente un segnale preoccupante. Se il ritmo di crescita non diminuisce e il bambino è vivace, reattivo e non dà segni di malessere è probabile che non ci sia nulla che non va. »
Le cefalosporine, categoria di antibiotici a cui appartiene anche il principio attivo cefuroxima, possono essere assunte, se necessario, sia in gravidanza sia in allattamento. Con particolare attenzione alla posologia. »
Con l'avanzare dell'età materna aumentano le probabilità che una gravidanza sia gemellare e che i gemelli siano dizigoti, ossia si assomiglino come due normali fratelli, a differenza dei gemelli omozigoti che sono identici. »