E' una certezza: quanto visualizza l'ecografia è più attendibile di un'ipotesi formulata grazie a sensazioni.
Una domanda di: Elidona Ho fatto la morfologica e la genecologa mi ha detto che è un maschietto, ma i parenti continuano a confondermi le idea, secondo loro è femmina. Lei riesce a capire da questa eco più o meno il sesso? Grazie in anticipo.
Patrizia Mattei
Gentile signora,
purtroppo da una singola foto si rischia di sbagliare. Non mi sento di pronunciarmi in merito ma se la sua ginecologa, che durante l’ecografia di immagini ne ha viste tante, ha detto che il suo bambino è un maschietto direi che deve crederci. Non so su che base i parenti sostengono un’altra ipotesi, cioè che si tratti di una bambina, ma penso sia più probabile che si sbaglino loro. In ogni caso farà altre ecografie che le confermeranno il sesso. Mi tenga aggiornata, se lo desidera. Con cordialità.
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La possibilità di errore in relazione all'identificazione del sesso del feto esiste, ma è davvero molto remota. La conferma del risultato si ottiene con l'ecografia. »
Poiché gli spermatozoi X sono più lenti, è possibile (!) che un rapporto sessuale affrontato uno-due giorni prima dell'ovulazione porti al concepimento di una femminuccia. Ma di questo non vi è alcuna certezza. »
A ogni nuovo concepimento, le probabilità di avere un maschio oppure una bambina sono uguali a quelle delle gravidanza precedenti, quindi è possibile che dopo tre maschi (o tre femmine) anche il quarto bambino sia dello stesso sesso dei fratellini. »
A volte chi esegue l'ecografia se non è sicuro di aver visto con chiarezza il sesso del bambino, quindi lo comunica con riserva, rifacendosi alle probabilità. »
In effetti, anche in un'epoca della gravidanza precoce, l'ecografo può cogliere immagini che rivelano se si è in attesa di un maschietto o di una bambina. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »