A cura di “La Redazione”Pubblicato il 12/02/2018Aggiornato il 12/06/2026
Se gli spazi pericefalici (che circondano il cervello) sono più ampi rispetto alla norma, è corretto eseguire controlli ecografici per escludere che la condizione influisca sullo sviluppo psicomotorio del bambino.
Una domanda di: Martina Gentile Dott. Geraci,
La contatto perché sono veramente in ansia…
Il 15/12/2017 è nato Francesco con parto naturale a 41 settimane, il suo peso era di 2.810 kg (non ha preso nutrimento l’ultimo mese perché avevo la placenta molto piccola) e la circonferenza cranica di 32.5 cm, per questo motivo hanno eseguito sul bambino l’esame delle urine per la ricerca del Citomegalovirus e il risultato è stato negativo. Però hanno iniziato a sottoporre il bimbo a ecografie celebrali di controllo. La prima del 21/12 dice che è tutto nella norma, tranne che c’è “LIEVE AMPLIAMENTO DEGLI SPAZI PERICEFALICI”.
La seconda eco, del 18/01, riporta che è sempre tutto nella norma ma c’è stato un ampliamento degli spazi pericefalici.
L’ultima di ieri, è sempre tutto nella norma, ma c’è stato un più evidente ampliamento degli spazi pericefalici rispetto alla precedente eco.
Ha misurato la circonferenza cranica, che è tornata nella media dei neonati delle sue settimane (39 cm).
Il pediatra mi ha preso appuntamento per fare una ulteriore ecografia il mese prossimo e una visita per vedere l’andamento psico motorio del bimbo!
Il bimbo è molto sveglio, reattivo, sorride…. insomma sembra che non abbia nulla!
A me questa cosa mi terrorizza….. cosa significa che c’è stato questo ampliamento e che sta aumentando? Che cosa può comportare? È una cosa normale? Mi devo preoccupare?
Grazie in anticipo per la sua risposta.
Stefano Geraci
Gentile signora,
sono sicuro che il medico che sta seguendo il bambino le abbia spiegato come sia necessario eseguire un ulteriore controllo, che speriamo sia l’ultimo, per escludere che la lieve anomalia rilevata influisca sullo sviluppo psicomotorio del suo piccolino. E’ giusto che vengano eseguite queste indagini, anche se posso dirle che il fatto che il bambino sia reattivo come lei descrive è un buon segno. Il mio consiglio è comunque quello di farsi spiegare come stanno esattamente le cose dai pediatri che hanno in carico il bambino (e hanno la possibilità di valutarlo anche obiettivamente, visitandolo): è suo diritto fare domande e loro dovere rispondere in modo esaustivo, per farle ben comprendere la situazione ed evitarle tutta questa ansia. Mi tenga informato, con cordialità.
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