L'ingrossamento dei linfonodi può essere la semplice risposta a un'infezione e può anche protrarsi per qualche tempo (anche alcune settimane) dopo la guarigione.
Una domanda di: Liliana Salve, mio figlio di 4 anni ha i linfonodi gonfi: saranno grandi quanto un pisellino e mobili sotto le ascelle. Il pediatra mi ha consigliato di fare un prelievo di sangue. Sono preoccupata. Ha fatto anche elettroforesi delle proteine dove risulta proteine totali 6,9 g/dl e A/G 1,38. Le invio le altre foto.
Dottoressa Alessia Bertocchini
Gentile signora,
in età pediatrica, l’aumento di volume dei linfonodi spesso è conseguenza di un’infezione. In generale, richiedono indagini i linfonodi ascellari che raggiungono un diametro superiore ai 10 mm. E’ poi importante sapere se ci sono altri segni associati all’infrossamento dei linfonodi: febbricola, facile stancabilità, stato di abbattimento generale. Dagli esami del sangue che ha già effettuato non emerge nulla di chiaro. Se l’ingrossamento persiste sottoporei il bambino a esami infettivologici specifici (per esempio, per la ricerca della malattia da graffio di gatto o del citomegalovirus). Farei anche un’ecografia con sonda lineare per valutare le caratteristiche di reattività di questi linfonodi. Dunque è opportuno osservare come evolve la situazione (persiste l’ingrossamento? Peggiora? Tende a diminuire?). In ogni caso, riparlerei con il pediatra curante per stabilire il da farsi. Mi tenga informata, se le è utile. Cari saluti.
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La risoluzione della linfoadenopatia può richiedere un po' di tempo, addirittura finoa tre mesi, e non è raro che i sintomi di febbre, mal di gola e difficoltà alla deglutizione si risolvano prima che i linfonodi siano tornati alle dimensioni di prima della malattia. »
Spetta al pediatra curante che ha modo di visitare il bambino stabilire la natura di un linfonodo e formulare una diagnosi sulle cause della sua comparsa. Anche, eventualmente, ricorrendo all'ecografia. »
L'ingrossamento di un linfonodo esprime la presenza di un'infezione che, se curata con l'antibiotico, in genere guarisce senza conseguenze né strascichi. »
Quando il mio bambino aveva due mesi, accarezzandolo ho notato delle palline dietro all'orecchio! Sono andata subito dalla pediatra che mi ha tranquillizzato dicendo che non era nulla…
Risponde: Dottoressa Alessia Bertocchini »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »