Linfonodi ingrossati dopo la guarigione da una malattia infettiva

A cura di Elena Bozzola - Dottoressa specialista in Pediatria Pubblicato il 21/11/2023 Aggiornato il 06/03/2026

La risoluzione della linfoadenopatia può richiedere un po' di tempo, addirittura finoa tre mesi, e non è raro che i sintomi di febbre, mal di gola e difficoltà alla deglutizione si risolvano prima che i linfonodi siano tornati alle dimensioni di prima della malattia.

Una domanda di: Valentina
Chiedo per sentire vari pareri, la settimana scorsa la mia bambina che a gennaio farà 4 anni, ha avuto un giorno di
febbre quasi a 40, secondo giorno 37.5, terzo giorno piú nulla, non ho dato più di 2 volte il nurofen e una tachipirina. Circa 5-6 giorni
dopo la bambina mi dice che le faceva un po’ male una ghiandolina del collo, non le classiche sotto la mandibola per intenderci, ma due ghiandoline piú
giú nel collo diciamo a metà del collo sia a destra che sinistra, di più piú la parte sinistra, non so se siano le ghiandole cervicali, non sono
quelle dietro la testa. Spero di essermi spiegata, la pediatra ci ha detto di provare a fare 4-5 giorni di nurofen, 1 volta al
giorno e vedere entro giovedì se necessita di altra curetta antibiotica… La bambina gioca ride salta mangia non fa nulla di diverso o di strano, è un
po raffreddata…so che sono ghiandole “particolari” quelle di cui le parlo, la mia domanda è DEVO PREOCCUPARMI oppure è normale? Potrebbe essere un
residuo del precendente virus o del momento? O dovrei forse allarmarmi??
Grazie.

Elena Bozzola
Elena Bozzola

Cara lettrice,
i linfonodi del collo dei bambini si gonfiano generalmente per cause infiammatorie, per infezioni virali e batteriche. Si può cioè riscontrare (al tatto ma anche agli occhi) un ingrossamento bilaterale dei linfonodi localizzati in regione laterocervicale. Vederli (e sentirli) ingrossati spesso fa spaventare mamma e papà, ma è bene sapere che nel corso delle infezioni i linfonodi svolgono un ruolo importante comportandosi da filtri in grado di intercettare e distruggere i germi. L’ingrossamento dei linfonodi può anche associarsi a dolore alla gola, sensibilità al tatto, febbre. La risoluzione della linfoadenopatia può richiedere un po’ di tempo, anche settimane, e non è raro che i sintomi di febbre, mal di gola e difficoltà alla deglutizione si risolvano prima che i linfonodi siano tornati alle dimensioni di prima della malattia. Quando c’è una causa infettiva, virale o batterica (ad esempio, il bambino ha la febbre o ha avuto febbre qualche giorno prima), i linfonodi in genere aumentano di volume, per poi regredire nel giro di 4-6 settimane, per tornare definitivamente alle dimensioni originarie entro i 3 mesi. Quindi, non c’è da preoccuparsi se a distanza di settimane da quando l’episodio infettivo si è concluso i linfonodi sono ancora ingrossati. Detto questo, è sempre consigliabile confrontarsi con il pediatra perché alcune situazioni invece richiedono approfondimenti diagnostici o terapie mirate. Ad esempio, quando compare iperemia della cute sovrastante, il linfonodo aumenta di volume oltre i 2 cm, vi è febbricola persistente per settimane, intensa sudorazione notturna o perdita di peso corporeo, il pediatra potrà prescrivere una visita medica specialistica o degli approfondimenti ad hoc. Cari saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Linfonodo ingrossato fin dalla nascita: cosa può essere?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Spetta al pediatra curante che ha modo di visitare il bambino stabilire la natura di un linfonodo e formulare una diagnosi sulle cause della sua comparsa. Anche, eventualmente, ricorrendo all'ecografia.   »

Linfonodi ingrossati e tosse

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Alessia Bertocchini

Qualsiasi malattia può provocare l'ingrossamento dei linfonodi, che può permanere anche er un certo periodo dopo la guarigione.   »

Linfonodi gonfi in bimbo di 4 anni

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Alessia Bertocchini

L'ingrossamento dei linfonodi può essere la semplice risposta a un'infezione e può anche protrarsi per qualche tempo (anche alcune settimane) dopo la guarigione.   »

Bimba con linfonodo ingrossato

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'ingrossamento di un linfonodo esprime la presenza di un'infezione che, se curata con l'antibiotico, in genere guarisce senza conseguenze né strascichi.   »

Linfonodo ingrossato dietro l’orecchio: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Alessia Bertocchini

Risponde: Dottoressa Alessia Bertocchini  »

Le domande della settimana

Distacco e perdite dopo il transfer: ci sono speranze che la gravidanza prosegua?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Solo il trascorrere dei giorni potrà svelare se la gravidanza continuerà a evolversi oppure no: nel frattempo è una buona idea prendersi cura di sé, concedendosi quello che più piace e rilassa.   »

Risvegli frequenti in una bimba di nove mesi: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Giulia Zannoni consulente del sonno

Se il sonno notturno è caratterizzato da numerosi risvegli, a volte può aiutare a risolvere la situazione ridurre la durata dei sonnellini diurni.  »

Bimbo di 9 mesi che non sempre si gira quando viene chiamato e non gattona: come stimolarlo?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Giorgio Rossi

Non tutti i bambini gattonano, ce ne sono alcuni che muovono direttamente i primi passi. E se sono concentrati su qualcosa è ovvio che non reagiscano quando vengono chiamati per nome. Nulla di questo preoccupa.   »

Pipì a letto di notte a 4 anni: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Può capitare che nel periodo di vacanza ci siano regressioni rispetto al controllo notturno della vescica, ma in genere tutto si risolve con il ritorno alla normale routine quotidiana.   »

Massaggiatore elettrico vibrante: si può usare in gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il massaggiatore elettrico è controindicato in gravidanza, perché può causare problemi anche importanti. Tuttavia, un uso occasionale per brevissimo tempo non dovrebbe provocare conseguenze.   »

Fai la tua domanda agli specialisti