L’uso del cellulare è nocivo in gravidanza?

Dottor Aldo Messina A cura di Dottor Aldo Messina Pubblicato il 13/01/2020 Aggiornato il 03/02/2020

Durante la gestazione, è davvero poco probabile, anzi si può quasi escludere, che l'utilizzo del telefonino possa avere ripercussioni negative sul bambino.

Una domanda di: Maria
Buongiorno sono a 12 settimane di gravidanza e dall’inizio sono a casa in quanto il mio lavoro è a rischio. Stando a casa tutto il giorno sto molto spesso al cellulare, non tanto per telefonate ma per navigare su Internet e così via. L’uso che ne faccio è davvero frequente. Oggi per la prima volta mi sono chiesta se l’impiego del cellulare possa far male al feto.. e sono molto in ansia. Cosa potete dirmi al riguardo? Grazie mille.

Aldo Messina
Aldo Messina

Gentile mamma,
ti ringrazio per la tua lettera che ci dà la possibilità di affrontare un tema che riguarda molti cittadini. Il boom di vendite dei cellulari inizia negli anni novanta ed oggi il 75,7% degli Italiani ne possiede uno e, sempre in media, passa circa due ore al giorno sui social. Se si considera infine che i neonati in Italia ogni anno sono circa 500.000 si capirà che il tema cellulare in gravidanza sia di vasta eco sociale ed è facile obiettivo delle false notizie sul web (più note come fakes news).
E’ compito dei sociologi capire come mai molti (non tutti) cittadini diano maggiore credibilità a queste ultime e non alle ricerche pubblicate sul tema dall’Istituto Superiore Sanità, ente di diritto pubblico che, in qualità di organo tecnico-scientifico del Servizio sanitario nazionale, svolge funzioni di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, documentazione e formazione in materia di salute pubblica.
Le premesse fatte ed in particolare la diffusione nella popolazione dei fenomeni da osservare consente, con relativa facilità, di affrontare il tema su base statistica. Interphone è un progetto di ricerca, coordinato dallʼAgenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), condotto in 132 Paesi del mondo, finalizzato a comprendere se i campi elettromagnetici a radiofrequenza, utilizzati nella telefonia mobile possano determinare effetti patologici (in particolare gliomi, meningiomi, neurinomi dell’acustico, tumori parotidei). Lo studio sembra rivolgersi alla nostra lettrice poiché affronta il tema del tempo di esposizione e dell’ “orecchio preferito” nell’uso del telefono portatile. La ricerca non ha documentato alcun rapporto statistico tra uso del cellulare e neoplasie del Sistema Nervoso Centrale.
La chiudiamo qui? No di certo.
Dal cellulare possiamo comunque difenderci evitando di avvicinarlo troppo al nostro corpo, utilizzando gli auricolari o collegandolo al computer.
Sarebbe opportuno tenerlo spento in auto poiché le carrozzerie delle nostre macchine si trasformano in gabbie di Faraday e ne amplificano la potenza. Per questo quando ci sono i temporali si consiglia di stare in auto, perché le gomme le fanno isolare completamente ed eventuali scariche elettriche dei fulmini non avrebbero conseguenze per chi si trova all’interno
I telefonini sono trasmettitori a radiofrequenza di bassa potenza (0,2 e 0,6 watt). L’intensità del campo e quindi l’esposizione, si riduce con l’aumentare della distanza. Pertanto posizionando il cellulare ad alcune decine di centimetri dalla testa si riduce notevolmente l’esposizione.
Laddove invece siamo poco informati e sulle altre fonti di campo elettromagnetico.
Tutte le apparecchiature elettriche domestiche producono sia campi elettrici che magnetici. I primi aumentano di intensità con l’aumentare del voltaggio e sono prodotti anche a strumento spento purchè connesso alla rete. I campi elettromagnetici sono espressione del flusso di corrente e pertanto si generano solo se l’apparecchio è in funzione.
Tutti i corpi, anche la “madre Terra”, emettono onde elettromagnetiche e quindi esiste nell’ambiente una radiazione elettromagnetica di fondo. L’evoluzione tecnologica ha però portato all’aumento dei campi elettromagnetici con la produzione di sorgenti artificiali. Nell’ambiente, le principali emissioni artificiali sono dovute all’emittenza radiotelevisiva e, in misura minore, agli impianti di telecomunicazione. Monitor e apparecchi con schermo video, radio, riscaldatori industriali ad induzione, forni a microonde, radarterapia, radiosveglie … Allo stato attuale, l’effettiva entità dell’impatto sulla salute non è nota, sebbene sembrerebbe che, nella vita comune, questo possa essere bassissimo. Diversa l’attenzione nei confronti dei lavoratori a rischio per i quali sono state redatte apposite linee guida pubblicate sulla rivista Health Physics .
A questo punto occorre però riferire tutto questo al prodotto del concepimento e quindi al feto. La sua “distanza” e protezione rende poco probabile una sua sofferenza legata all’ uso del cellulare. Appare poco verosimile che una madre parli al telefono poggiando il cellulare sulla pancia.
Concludiamo. Nel silenzio le onde elettromagnetiche con buona probabilità non fanno male.
E’ invece certo che il rumore non fa bene e che il bene non deve far rumore. Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Feto che cresce poco: può avere anomalie?

19/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Faustina Lalatta

Non è possibile stabilire se il feto abbia malformazioni o sia interessato da un'alterazione cromosomica semplicemente basandosi sul fatto che la sua crescita è al 3° percentile. Oggi si dispone di indagini di screening che possono dare informazioni sulla sua salute, ma se si decide di non effettuarle...  »

Bimba che dopo l’addio al pannolino si rifiuta di fare la cacca: che fare?

15/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Un piccolo rituale da osservare all'occorrenza, qualche accorgimento per rendere il momento confortevole, uniti a tanta pazienza e a un atteggiamento sereno a poco a poco riescono a indurre il bambino a utilizzare il vasino e, più avanti, la tazza del wc.  »

Dopo un aborto spontaneo quanto tempo ci vuole per cominciare un’altra gravidanza?

15/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Augusto Enrico Semprini

Se un primo concepimento è avvenuto in pochi mesi, ci sono altissime probabilità (addirittura il 100%!) di avviare una nuova gravidanza entro sei mesi dall'aborto spontaneo.   »

Non mangiare frutta e verdura durante la gravidanza può essere pericoloso?

15/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se si teme una carenza di vitamina C perché con l'inizio della gravidanza è nata un'avversione verso la frutta e la verdura, si può correre ai ripari assumendo quotidianamente, per esempio, spremute di agrumi o kiwi, che ne sono ricchissimi.   »

Gambe sollevate in gravidanza: possono aver danneggiato il bambino?

08/07/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Durante la gravidanza, quando preoccupazioni che oggettivamente non hanno ragione di sussistere non danno tregua, mantenendo la futura mamma in uno stato ansioso costante, può senz'altro essere opportuno ricorrere all'aiuto di uno psicoterapeuta. Le continue paure ingiustificate possono, infatti, essere...  »

Si può ridatare la gravidanza una seconda volta?

14/06/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La ridatazione ecografica può essere eseguita una volta sola nel primo trimestre (quando c'è più di una settimana di differenza tra il calendario ostetrico e le dimensioni effettive del feto), dopodiché se il bambino risulta più piccolo dell'atteso non si può più attribuire il dato a un concepimento...  »

Fai la tua domanda agli specialisti