Ma cos’è l’autosvezzamento?

Dottor Leo Venturelli
A cura di Dottor Leo Venturelli
Pubblicato il 03/02/2019 Aggiornato il 03/02/2019

Il neologismo "autosvezzamento" è spesso fonte di fraintendimenti o, comunque, confonde le mamme che devono iniziare a proporre le prime pappe. In realtà è una pratica molto più semplice rispetto a quello che in genere si pensa (ma anche un po' utopistica).

Una domanda di: Enza
Ho un bambino di 4 mesi fatti il 25 gennaio, sto allattando esclusivamente al seno e la sua crescita è giusta 7.100 Kg, nel complesso ogni misura (peso/altezza/ circonferenza cranica) si colloca tra il 50mo e il 75mo percentili.
La pediatra, l’ultima volta che ho portato il piccolo per un controllo circa 10 giorni fa, mi ha detto di iniziare a farlo sedere a tavola con noi e iniziare con l’autosvezzamento (sempre se abbiamo un corretta alimentazione ecc…).
La sua spiegazione sul come fare è stata: di iniziare passandogli sulla bocca gli alimenti facendoglieli annusare eccetera e in seguito se il piccolo avesse voluto un alimento dal nostro piatto gli e l’avrei dovuto frullare a farglielo assaggiare.
Senza darmi tempistiche o tipi di alimenti, mi ha lasciato un po’ interdetta mi sembra una spiegazione un po’ semplicistica. (non credo che se faccio pasta con la salsiccia possa far inziare lo svezzamento a mio figlio in questo modo anche se frullato).
Quindi mi sono messa alla ricerca di notizie per saperne di più, intanto ho letto che fino al 6 mese è consigliato l’allattamento esclusivamente al seno, inoltre ho letto che per l’autosvezzamento dovremmo mangiare tutti la stessa cosa. Noi in famiglia abbiamo un alimentazione non particolarmente grassa o ricca di condimenti, ma non posso obbligare il papà che fa l’operaio a mangiare per pranzo pasta con sugo o per cena una fettina di carne cotta a bagno maria con un filo d’olio e quasi insipida, perchè se nell’eventualità il piccolo ne volesse un pezzo otrei accontentarlo.
Io sinceramente non saprei come comportarmi rispetto all’autosvezzamento, non sarebbe meglio lo svezzamento classico? Inoltre devo aspettare i 6 mesi o posso iniziare? Iniziamo a fargli intanto annusare e leccare i cibi o magari inizio frullandogli una mela?
Spero possiate rispondere a questi miei dubbi perchè non so veramente come fare e la pediatra mi è sembrata un po’ troppo approsimativa sulla questione.
Grazie.
Saluti.
Leo Venturelli
Leo Venturelli

Cara mamma,
innanzitutto non c’è alcuna fretta di iniziare lo svezzamento o, più correttamente, secondo la nuova dicirtura l'”alimentazione complementare”. Le linee guida suggeriscono infatti di cominciare a proporre al bambino i primi alimenti diversi dal latte a partire dai sei mesi di vita. Può invece essere considerato opportuno iniziare prima se il bambino non cresce abbastanza e dimostra grande curiosità verso le pietanze che compaiono sul tavolo degli adulti: guarda, allunga le manine, fa capire che che porterebbe volentieri qualcosa alla bocca). L’importante, per quanto riguarda le tempisticche, è non iniziare lo svezzamento prima delle 17 settimane di vita e non più tardi delle 26 settimane di vita. Per quanto riguarda il cosiddetto “autosvezzamento” consiste semplicemente nel non forzare il bambino a mangiare più di quanto dimostra di gradire e nel permettergli di assaggiare fin dall’inizio i cibi che mangiano i grandi e che lo attirano. Il punto debole di questa innovazione sta proprio qui: il bambino può mangiare tutto quello che mangiano i suoi genitori a patto che questo “tutto” sia a misura di bambino che significa: cotture al forno, ad acqua, a vapore, niente sale, cibi frullati, niente zucchero, niente salse, né intingoli, né pietanze elaborate di alcun tipo, niente salumi, né carni grasse. Pesce, carni, legumi, formaggi a rotazione tra loro, verdura a ogni pasto, frutta a merenda e come spuntino. Pasta o riso alternativamente (ma per i piccolini va comunque sempre meglio la crema multicereali o di riso, per la consistenza morbida). Non sarebbe male, cara mamma, se tutta la famiglia mangiasse così, infatti idealmente l’arrivo di un bambino in casa dovrebbe rappresentare l’occasione per i genitori di iniziare una dieta davvero corretta, senza sgarri, come quella che ho appena descritto. In realtà però, salvo qualche caso in cui davvero i genitori sono molto attenti alla loro dieta per cui possono proporla al bambino senza alcuna esitazione, è difficile che davvero l’alimentazione complementare possa cominciare con i primi e le pietanze che mangiano i genitori (anche per via del fatto che all’inizio e fino a quando la dentizione non si completa il bambino deve mangiare tutto frullato o, al massimo, ridotto in microscopici pezzi). A questo si aggiunge che è più comodo per la mamma avere uno schema da seguire, almeno inizialmente. Il mio consiglio è dunque quello di cominciare in modo tradizionale con una pappa preparata con brodo vegetale (180 grammi), 3 cucchiai di crema di mais e tapioca, due cucchiaini di olio extravergine d’oliva, due cucchiaini di verdure passate. A merenda può cominciare con mezza mela. Dopo sette giorni può cominciare ad aggiungere alla pappa o mezzo vasetto di omogeneizzato alla carne o due cucchiaini di parmigiano (alternativamente). Se non c’è indicazione precisa a iniziare subito lo svezzamento direi comunque di aspettare i sei mesi. In generale, il bambino è pronto per l’alimentazione complementare quando allunga le manine verso il piatto dei genitori e, più in generale, è attratto da quello che mangiano, dà segni di non essere più soddisfatto solo del latte, sa afferrare e portare gli oggetti alla bocca. Questo vale ovviamente come indicazione generale. Mi sembra di aver capito però che la sua pediatra le abbia consigliato di anticipare il momento dello svezzamento e io posso solo prenderne atto visto che non ne conosco la ragione, che quasi di certo è buona. Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.


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