Mamma e nonna con osteoporosi: rischio anch’io?

Professor Iacopo Chiodini A cura di Professor Iacopo Chiodini Pubblicato il 08/03/2022 Aggiornato il 11/03/2022

Se è vero che esiste una predisposizione familiare ad andare incontro all'osteoporosi, lo è altrettanto che avere un parente di primo grado che ne soffre non significa automaticamente essere destinati a svilupparla.

Una domanda di: Manuela
Ho 41 anni e ho avuto una madre e una nonna con osteoporosi. Vorrei sapere se la malattia è ereditaria e da che età è bene sottoporsi a esami per capire se se ne è colpite o no. HO avuto tre figli che ho allattato: gravidanza, parto e allattamento sono fattori di rischio? Un’ultima cosa: esiste qualcosa da fare sul piano della prevenzione che davvero funzioni? Grazie se vorrete rispondermi.
Iacopo Chiodini
Iacopo Chiodini

Gentile signora, l’osteoporosi non è una malattia ereditaria in senso stretto, questo significa che avere un parente affetto non indica necessariamente che se ne soffrirà a propria volta. Tuttavia, avere un familiare di primo grado con osteoporosi, particolarmente se ha avuto una frattura da fragilità (in particolare del femore o delle vertebre) rende più predisposti ad andare incontro a propria volta una frattura su base osteoporotica. Numero di gravidanze e tipologia di parto non sembrano influenzare il rischio futuro di osteoporosi, mentre un allattamento prolungato potrebbe rappresentare un fattore di rischio per osteoporosi postmenopausale, specialmente in donne più vulnerabili nei confronti del problema. La diagnosi di osteoporosi può essere posta attraverso l’esecuzione della densitometria ossea computerizzata (anche detta MOC, mineralografia ossea computerizzata), un esame radiologico che misura la densità minerale ossea a livello vertebrale e femorale. La densitometria è consigliata e può essere erogata dal Sistema Sanitario Nazionale a qualunque età in caso di precedenti fratture da fragilità (ossia causate da un trauma minimo, come una caduta da in piedi), riscontro radiologico di osteoporosi, patologie e/o terapie croniche a rischio di osteoporosi. Limitatamente invece alle donne in menopausa e agli uomini di età superiore ai 60 anni, la densitometria è indicata in presenza di specifici fattori di rischio (ad esempio, qualora la madre abbia avuto una frattura da osteoporosi prima dei 75 anni). È bene consultarsi con il proprio Medico di Medicina Generale per valutare se si rientri in una delle categorie a rischio di osteoporosi. La prevenzione dell’osteoporosi si fonda principalmente su uno stile di vita salutare (dieta bilanciata con adeguato apporto di proteine, calcio e vitamina D, attività fisica) e sulla correzione dei fattori di rischio per frattura modificabili (fumo, abuso di alcool, rischio di caduta). Queste misure sono consigliabili a tutti a partire dall’età giovanile, così da ottimizzare l’accrescimento dello scheletro, ma particolarmente a chi presenta fattori di rischio per frattura non modificabili, come familiarità per frattura, patologie in atto o terapie farmacologiche associate a un aumentato rischio di osteoporosi. Con cordialità.

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