Mamma RH negativo: dubbi sull’immunoprofilassi
A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia
Pubblicato il 08/10/2021
Aggiornato il 01/04/2026 Una donna incinta con fattore RH negativo deve effettuare l'immunoprofilassi secondo un protocollo preciso.
Una domanda di: Elisa
Le scrivo in quanto alla 12 settimana a causa di un piccolo distacco della
placenta, in ospedale mi hanno fatto l’immunoprofilassi, essendo io 0-.
Ad oggi alla 28esima settimana dovrei ripetere sia gli esami che
l’iniezione?
La ringrazio, buona giornata.

Elisa Valmori
Salve cara signora, la sua domanda è molto pertinente. A mio avviso sarebbe utile effettuare prima gli esami ematici comprendendo anche il test di Coombs indiretto (precisando che lei è paziente negativa in modo da aver diritto all’esenzione del ticket).
Se il test fosse ancora positivo bisognerebbe approfondire se si tratti di una persistenza degli anticorpi ricevuti con l’immunoprofilassi alla 12° settimana di gravidanza oppure per colpa di una effettiva isoimmunizzazione (ossia la patologia che l’immunoprofilassi intende scongiurare in cui è lei stessa a produrre anticorpi contro il fattore Rh).
Se il test, come mi aspetto, fosse negativo in quanto lei nel frattempo ha “smaltito” gli anticorpi dell’iniezione, avrebbe indicazione a ripetere l’immunoprofilassi per proteggersi ulteriormente fino al parto.
Dopo il parto, solo se il neonato sarà effettivamente di gruppo sanguigno Rh positivo, sarà utile effettuare l’immunoprofilassi una terza ed ultima volta.
Il fatto che l’immunoprofilassi sia indicata alla 28° settimana non è strettamente vincolante, nel senso che è certamente raccomandata a partire da quell’epoca, quindi rimane ottimale anche se effettuata ad esempio a 29 o a 30 settimane gestazionali.
Spero di esserle stata di aiuto, resto a disposizione se desidera.
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