Mamma Rh negativo, feto Rh negativo: si deve fare l’immunoprofilassi anti D?

Dottoressa Faustina Lalatta A cura di Dottoressa Faustina Lalatta Pubblicato il 26/10/2023 Aggiornato il 26/10/2023

Se è assolutamente certo che il bambino sia Rh negativo come la madre la profilassi, a cui vengono sottoposte le donne Rh negativo con bimbo Rh positivo, non serve in quanto tra il loro sangue non vi è incompatibilità.

Una domanda di: Sonia
Salve,
sono a 27+5 settimane di gravidanza ed io sono Rh negativo, esattamente A negativo, non so se debbo fare l’immunoprofilassi anti D in quanto è la mia
prima gravidanza, test di Coombs negativo e dopo aver fatto il test del DNA fetale il bambino è risultato Rh negativo nonostante il papà sia positivo,
esattamente B positivo, potete gentilmente aiutarmi? In caso sono in tempo? Allego risposta dell’ esame. Grazie mille.
Faustina Lalatta
Faustina Lalatta

Gentile signora Sonia,
la profilassi anti-D, cioè contro il fattore Rh positivo, espresso dai globuli rossi di un neonato o di feto figli di padre Rh positivo DD , deve essere praticata ad ogni nascita, ad ogni aborto spontaneo o terapeutico della coppia. Si tratta dell’unico vero fondamentale mezzo di prevenzione della malattia emolitica del neonato, una gravissima condizione che si manifestava in neonati di madre Rh negative, con figli Rh positivi per via paterna a partire dalla loro seconda o terza gravidanza. La donna che produce anticorpi anti-D subisce la così detta “immunizzazione” la prima volta che il suo organismo entra in contatto con cellule Rh positive. Tipicamente al momento del primo parto o aborto quando la circolazione placentare fetale e materna entrano davvero in contatto.
Ora, sulla base di un test prenatale lei ha saputo che il nascituro è Rh negativo. Cosa assolutamente possibile in quanto una percentuale di persone con fattore Rh positivo possiedono l’allele (alternativa) Rh negativo che non è visibile sul test ma è trasmissibile al concepimento. Pertanto lei dovrebbe stare tranquilla.
La mia raccomandazione, però, è quella di attendere la nascita, lasciare il tempo ai neonatologi di accertare in modo univoco il fattore Rh del bambino e, se sarà confermato negativo non le verrà somministrata la profilassi in quanto non serve e lei non corre rischi superiori alle altre donne. Se dovesse risultare positivo (a volte i test prenatali non sono sufficientemente sensibili e non ci si affida mai solo a loro) la profilassi le verrà somministrata senza alcun tentennamento. E lei sarà grata di questa possibilità preventiva che ha cambiato la vita di milioni di coppie nel mondo: le coppie con incompatibilità Rh. Cordiali saluti.

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