La prassi più consolidata prevede di eseguire l'immunoprofilassi anti-D entro 72 ore dal parto, se il bambino è Rh positivo.
Una domanda di: Antonella Salve Dottoressa, sono alla 33^ settimana della seconda gravidanza (la prima bimba Rh positivo con immunoprofilassi fatta in ospedale prima della
dimissione). Il mio ginecologo mi ha detto di non preoccuparsi molto, di non effettuare prevenzione ma attendere parto, controllare Rh della bimba e poi
eventualmente procedere, che c’è un basso rischio di complicanze.
Vorrei sapere se questa sua versione è affidabile o se c’è il rischio di andare incontro ad emolisi o simili. Perché in questo caso per la
mia sicurezza vorrei fare la prevenzione.
Grazie per la disponibilità.
Faustina Lalatta
Gentile signora,
segua le indicazioni del suo ginecologo. Le propone la prassi più consolidata.
Avendo eseguito correttamente la profilassi al primo parto, non deve temere la comparsa di anticorpi anti-D e la relativa emolisi, la probabilità è davvero molto bassa. In ogni caso, gli anticorpi verrebbero identificati con il test di Coombs che diventa positivo. Per questo il test di Coombs viene ripetuto regolarmente. Deve essere negativo.
Certamente la profilassi verrà eseguita entro 72 ore dal parto se il gruppo del sangue della bambina risulterà positivo. Questa procedura proteggerà eventuali nuove gravidanze.
Cordiali saluti.
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