Mamme e rabbia

Dottoressa Angela Raimo A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 09/10/2018 Aggiornato il 09/10/2018

In certi momenti provare anche della rabbia nei confronti dei figli è normale: quello che conta è imparare a controllarla. Ci sono piccoli rituali che aiutano a farlo.

Una domanda di: Barbara
Sono veramente amareggiata con me stessa. Con mio figlio di 5 anni mi capita spesso di perdere la pazienza e finisco per aggredirlo. Non lo picchio ma con le parole sono proprio cattiva, dicendo cose brutte che poi non penso…
Oggi, per fare un esempio, mentre andavamo a scuola era arrabbiato con me perché aveva lasciato a casa le cartine dei giocatori da scambiare con gli amici e io non gli avevo lasciato il tempo di cercarle. In realtà eravamo in ritardo…
Dopo aver cercato di calmarlo in qualche modo, anche proponendogli di preparare il tutto la sera prima, ma continuava a essere arrabbiato con me e faceva il “muso”. A un certo punto la rabbia mi ha preso e mi sono arrabbiata io, dicendogli che non ci si comporta così, che non può essere sempre arrabbiato con me, che allora lo farò portare a scuola dagli altri genitori, che è cattivo, che mi rivedrà stasera ma non lo guarderò… Non so perché ho detto quelle cose, mi sono sentita subito in colpa, sarei voluta tornare indietro ma davanti alla scuola lui è entrato senza girarsi e salutarmi… Perché faccio così? Come posso arginare la rabbia quando la sento salire?

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara mamma,
in certi momenti provare anche della rabbia nei confronti dei figli è del tutto normale: a innescarla sono la stanchezza, i ritmi frenetici, le richieste sempre più assillanti che provengono da più fronti e che le mamme sono obbligatoriamente chiamate a soddisfare, perché diversamente quel complicato meccanismo che si chiama “vita di tutti i giorni” si inceppa. Non sia severa con se stessa, si perdoni per le “cose brutte” che ha detto al suo bambino e serenamente riconosca che non è contenta di averlo fatto, appena se ne presenterà l’occasione. La prossima volta che sentirà la rabbia salire, provi a dire al suo bambino “Sai non vorrei più arrabbiarmi, perché la rabbia è una brutta consigliera e ti fa dire cose brutte, che neanche pensi. E’ vero che succede lo stesso anche a te? Facciamo che non succeda più, d’accordo?”. Dopodiché si chini verso il suo bambino e lo abbracci, dicendo “Dai dai dai scacciamo via i pensieri neri! Facciamo venire i pensieri dell’arcobaleno, belli e colorati!”. Bisogna cioè distrarre l’attenzione dal sentimento negativo e a volte anche un piccolo rituale giocoso può funzionare. Non sorrida: serve anche cantare: scelga con il suo bambino una canzoncina “scaccia rabbia” e canticchiatela insieme quando appunto tutti e due vi sentite arrabbiati. Non è facile fare la mamma, cara mamma, non è facile far quadrare tutto, ed è impossibile essere perfette (si vorrebbe riuscirci ma, creda, è meglio non succeda). Per quanto riguarda la rabbia che a volte avverte verso il suo bambino, può essere d’aiuto per controllarla ripensare a lui piccino, a lui appena nato, e a quello che lei aveva provato nell’istante in cui l’aveva preso in braccio. Se però tutto questo non dovesse bastare e lei dovesse sentire ancora il malessere di cui mi ha parlato, può forse prendere in considerazione la possibilità di rivolgersi a uno psicoterapeuta per farsi dare una mano a trovare una soluzione. Mi scriva ancora, se lo desidera. Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

Menopausa: quali alimenti per l’energia e il buon umore?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Rosa Lenoci

Una corretta alimentazione può davvero rivelarsi preziosa per stare globalmente bene anche in menopausa. In realtà tutti i consigli dietetici utili dopo il termine dell'età fertile sono preziosi in qualunque periodo della vita.   »

Ecografia transvaginale: potrebbe causare un aborto?

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

L'ecografia transvaginale può risultare più o meno fastidiosa a seconda di come viene maneggiata dal medico, tuttavia in nessun caso può provocare un vero danno.   »

Difficoltà ad avere un secondo figlio

16/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Sono tanti i fattori che possono essere di ostacolo alla possibilità di avviare una seconda gravidanza e tra questi ci sono lo stress prolungato e un peso corporeo dell'aspirante mamma che si discosta molto, per eccesso o per difetto, da quello ideale.   »

Vaccino pertosse-difterite-tetano: quando farlo in gravidanza?

11/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato.   »

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Radiografia ad inizio gravidanza: è pericoloso?

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti