Sì, il mancato accollamento, specialmente se non ci sono sanguinamento e dolori pelvici, non richiede necessariamente stare a casa dal lavoro, se prevalentemente sedentario.
Una domanda di: Sara Mi hanno diagnosticato un mancato accollamento alla visita di ieri. Ultimo ciclo avuto il 27 marzo, presunto concepimento intorno al 10
aprile. Mi hanno prescritto gli ovuli di progesterone e riposo relativo senza però rinunciare ad andare a lavorare: lei cosa ne pensa ? Potrei
fare altro? Se in mancato accollamento non si risolvesse avvertirei dei sintomi? Entro quanto dovrebbe invece risolversi? C’è un tempo massimo?
Grazie.
Elisa Valmori
Salve signora, concordo che in assenza di una vera e propria minaccia di aborto (ossia il semplice riscontro ecografico di distacco non associato a perdite ematiche vaginali o dolori pelvici) sia corretto procedere come le è stato indicato: supporto farmacologico con progesterone per aiutare l’utero a rimanere rilasciato e favorire quindi il riassorbirsi del distacco e riposo relativo con proseguimento dell’attività lavorativa, specie se sedentaria. Per alcune donne rimanere a casa dal lavoro potrebbe significare impegnarsi in lavori domestici ancora più gravosi che non il lavoro stesso! Come dice il proverbio “occhio non vede, cuore non duole” quindi se siamo fuori casa non avremo la tentazione di rifare i letti, pulire le finestre, lavare le tende, stirare o cucinare…solo per fare degli esempi! Mi chiede se può fare altro…io le consiglio di cercare quello che la fa stare bene: le famose “voglie” della gravidanza non si limitano al cibo ma anche a molte altre esperienze: libri, musica, film…sarebbe inoltre bello che lei iniziasse a compilare il diario della nascita già ora per tenere traccia dei pensieri, sogni e perché no? anche delle paure di questo periodo…vedrà che effetto le farà rileggerlo a distanza di qualche anno!
Se il mancato accollamento non si risolvesse ma anzi si aggravasse, lei potrebbe osservare delle perdite di sangue a livello vaginale oppure dei dolori pelvici (al basso ventre oppure lombosacrali, simili ai dolori mestruali). Non mi pare ci sia un tempo massimo di risoluzione. Ci aspettiamo comunque che nel giro di alcune settimane il mancato accollamento si risolva: magari già alla prossima ecografia non sarà più visualizzabile!
Un po’ come quando si forma un livido dopo aver preso una botta: ci vuole del tempo perché si noti sulla pelle e poi cambia di colore di giorno in giorno finché finalmente scompare.
Abbia pazienza: andando avanti con le settimane i segnali del buon andamento della gravidanza saranno sempre più lampanti (la pancia che cresce, i movimenti del piccolo…) mentre per ora bisogna accontentarsi del famoso detto “nessuna nuova, buona nuova”.
Spero di averla aiutata a chiarire i suoi dubbi, restiamo in attesa confidando che tutto vada per il meglio, cordialmente.
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