Maschi e femmine: in classe c’è lotta!

Dottoressa Luisa Vaselli A cura di Luisa Vaselli - Dottoressa specialista in Psicologia Pubblicato il 05/04/2018 Aggiornato il 11/06/2026

I conflitti tra maschi e femmine, paradossalmente, sono un mezzo per riuscire a comprendersi fino ad accettarsi senza riserve. Sta ai genitori smorzare i toni, anche mostrando le uguagliante emotive tra i due generi.

Una domanda di: Michela
Cara dottoressa
ho un bimbo di sei anni che frequenta la prima elementare. Ho scoperto che durante l’intervallo il passatempo preferito suo e dei suoi compagni di classe è quello di litigare tra maschi e femmine. Ho voluto capirci di più e ho scoperto che si sono formate due fazioni che passano il tempo a insultarsi (per esempio “che schifo le femmine”) o a farsi dispetti anche pesanti. A volte arrivano addirittura alle mani, si danno spintoni, si tirano i capelli…Tutti mi dicono che è una fase normale e che devono sbrigarsela da soli, ma io non ne sono molto convinta. Ho orrore di questi “le femmine sono stupide”; “i maschi sono cretini”, ma non so cosa fare. Oltretutto un giorno sì e un giorno no mio figlio arriva a casa con una nota di rimprovero dovuta al suo comportamento durante l’intervallo. Mi aiuti, la prego!

Luisa Vaselli
Luisa Vaselli

Carissima mamma,
a quest’età è molto frequente questa “lotta” tra maschi e femmine. I bambini cercano di capire e comprendere, perfino con lo scontro, le loro differenze.
I nostri cuccioli sono movimento e gesto, non hanno ancora completamente assorbito l’astrazione del linguaggio.
Anche nella classe di mia figlia c’è stato un periodo burrascoso dove tra maschi e femmine le lotte erano molto frequenti.
La maestra ha fatto un bellissimo lavoro raccontando una favola: “Una classe dispettosa” (che avevamo creato insieme appositamente per i suoi bambini). Questa raccontava di una classe di animali, ognuno con le caratteristiche dei piccoli scolari in questione. Tutti si sono rivisti nella storia, le lotte e le liti della favola erano le stesse che avvenivano quotidianamente in classe.
Nella favola erano raccontate anche le emozioni e le spiegazioni dei comportamenti che non piacevano; alla fine della storia c’è stata una riflessione e una rielaborazione del racconto. Ora la classe è ritornata alla normalità.
Come genitori si possono solo mostrare le uguaglianze emotive che legano maschi e femmine. La paura è la stessa, così come la rabbia, la gioia e così via. Si può intervenire nell’aiutare il proprio figlio alla conoscenza delle proprie emozioni e della meravigliosa scoperta che tutti le proviamo senza distinzione di genere o età. Che ciò che non piace sia fatto a noi difficilmente agli altri piace.
Per il resto questi sono normali passaggi dell’evoluzione. Mi scriva ancora, se lo desidera. Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Bimba che fatica ad addattarsi all’asilo

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Nicole Bianchi

Pazienza, affetto, rassicurazioni e un oggetto transizionale (un orsetto, per esempio) da portare a scuola e riportare a casa a poco a poco aiutano il bambino a non senza sentire la mancanza della mamma quando lei non c'è.  »

Bimba che gioca a fare la maestra: è segno che è stressata?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Il gioco simbolico aiuta il bambino a rielaborare le emozioni che vive: va incoraggiato e giudicato come un ottimo segno.   »

Che cure per evitare che i bimbi si ammalino all’asilo?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Niente può evitare che nei primi anni di frequentazione di una comunità infantile il bambino manifesti spesso i sintomi di un'infezione respiratoria: tosse e naso che cola, perlopiù. Questa è la norma.   »

In ansia per quello che non mangerà alla scuola materna

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

All'asilo i bambini tendono ad accettare di buon grado pietanze che a casa respingono, per imitare i coetanei. L'ingresso in comunità sotto il profilo dell'alimentazione è spesso provvidenziale.   »

Inizia la scuola materna iniziano tosse e raffreddore

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Le infezioni respiratorie ricorrenti sono la norma quando il bambino inizia a frequentare il nido o la scuola materna.   »

Le domande della settimana

Beta che aumentano poco: proseguirà la gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Quando la gravidanza arriva a un'epoca in cui è individuabile con l'ecografia, il monitoraggio del valore delle beta non ha più grande significato. Sono le informazioni che raccoglie l'ecografo a stabilire cosa sta accadendo.   »

Bimba di 4 anni che fa (di nuovo) la pipì a letto: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di “La Redazione”

A quattro anni non desta preoccupazione il fatto che una bambina bagni ancora il letto di notte: le strategie da adottare sono varie e tra queste è particolarmente importante non esprimere giudizi che possano mortificarla.   »

Camera gestazionale molto piccola rispetto all’atteso: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

A volte la gravidanza risulta più indietro rispetto all'atteso perché l'ovulazione si è verificata più avanti rispetto alla data presunta.  »

Inizio della pubertà in una bambina di 9 anni: ci sarà ancora un aumento di statura?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Un inizio della pubertà a 9 anni è del tutto normale e non preclude la possibilità che la statura continui ad aumentare negli anni successivi.   »

Si possono avere gemelli a 42 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisabetta Colonese

Con l'avanzare dell'età materna aumentano le probabilità che una gravidanza sia gemellare e che i gemelli siano dizigoti, ossia si assomiglino come due normali fratelli, a differenza dei gemelli omozigoti che sono identici.   »

Fai la tua domanda agli specialisti