Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

Dottoressa Antonella Di Stefano A cura di Dottoressa Antonella Di Stefano Pubblicato il 04/05/2026 Aggiornato il 22/05/2026

La megavescica individuata nel feto è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di cause e di conseguenze. La situazione va dunque tenuta monitorata tramite controlli ecografici seriati.

Una domanda di: Mattia
Al nostro bambino (46 xy 17^ settimana di gravidanza +4 giorni) in 13^ settimana è stata diagnosticata megavescica di 7,5mm. Ora siamo a 12mm con crescita bambino normale e pelvi 6mm e 4,6mm, parenchima ben rappresentato. Cosa dobbiamo aspettarci? Ora abbiamo un’altra eco di controllo tra 1 settimana. Quali sono gli scenari possibili?

Antonella Di Stefano
Antonella Di Stefano

Caro Mattia,
come già lei saprà, la megavescica fetale è un segno ecografico prenatale che può sottendere un ampio spettro di eziologie e di possibilità evolutive. La principale causa è l’ostruzione delle basse vie urinarie (lowerurinary tract obstruction – LUTO), a sua volta derivante da ostruzione uretrale da valvole posteriori dell’uretra o, più raramente, da agenesia/atresia dell’uretra o megalouretra. Altre cause includono sindromi genetiche, anomalie cromosomiche o anomalie mioneurali primarie. Lei chiede quali possano essere gli scenari possibili. Uno scenario possibile è dato dall’intervento in utero per i casi di LUTO con oligoanidramnios (quantità ridotta di liquido amniotico) nel II-III trimestre di gravidanza ai fini di ridurre il rischio di ipoplasia polmonare. L’intervento più diffuso è quello del posizionamento di uno shunt vescico-amniotico sotto guida ecografica ma sono in aumento i casi gestiti con ablazione cistoscopica delle valvole posteriori dell’uretra. Interventi questi che possono dare complicanze come la rottura prematura delle membrane, per esempio.
Dato l’ampio spettro di eziologie e possibilità evolutive il counselling è molto complesso. In atto è importante procedere con il monitoraggio ecografico seriato per valutare l'evoluzione della dilatazione e il volume del liquido amniotico e con la consulenza genetica che ritengo le sia stata già consigliata. La prognosi è fortemente influenzata dalle eventuali anomalie cromosomiche/genetiche/strutturali associate e, anche nelle forme isolate, dal grado di oligoidramnios e di conseguente ipoplasia polmonare che si riscontrano nel II-III trimestre. Si affidi al suo ginecologo che ritengo vi consiglierà, di pari passo con l’evoluzione della gravidanza, i migliori approcci terapeutici basati sulle più recenti evidenze scientifiche. Sempre a sua disposizione.

Megavescica del feto alla 13^ settimana di gravidanza: cosa aspettarsi?

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