Quando si parla di "un mese dopo", alludendo al momento in cui le mestruazioni ritornano dopo un aborto, si intende indicare un periodo approssimativo, che potrebbe essere più corto o più lungo senza che questo sia espressione di qualcosa che non va.
Una domanda di: Eleonora Il 21 di marzo ho dovuto fare aborto farmacologico con Cytotec in ospedale, perché il 18 marzo alla seconda visita ginecologica abbiamo scoperto che il bambino era morto. Mi è stato detto che dopo 30 giorni dall’ aborto mi sarebbe venuto il ciclo e una volta finito dovevo prenotare la prima visita ginecologica post aborto. Sono in ritardo di quasi una settimana, mi è stato detto che è normale, ma fino a quanti giorni posso ritardare stando dentro alla normalità? Grazie mille.
Dottor Gaetano Perrini
Buongiorno signora, un aborto spontaneo a bassa età gestazionale prevede oggi l’utilizzo di farmaci per cercare di far svuotare naturalmente l’utero del suo contenuto abortivo e ridurre il rischio legato a interventi anestesiologici e chirurgici. Di solito come è stato correttamente preannunciato il ciclo si presenta circa un mese dopo l’espulsione del materiale abortivo, che avrà potuto notare durante la procedura a cui si è sottoposta.
Solitamente si suggerisce prima della visita di effettuare anche il dosaggio delle beta o in alternativa certamente più semplice effettuare un test di gravidanza tre settimane dopo l’espulsione del materiale. Con questi dati solitamente si effettua il controllo ginecologico con l’esecuzione di una valutazione clinica ed ecografica. Il mese si intende “circa” quindi può certamente succedere che arrivi qualche giorno prima così come è anche possibile qualche giorno dopo. Suggerisco quindi di consultare il suo specialista di riferimento non prima di aver effettuato un test di gravidanza. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
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