Non ci sono studi scientifici che possano rassicurare sull'assunzione di metformina in gravidanza, quindi l'indicazione è di evitarla. In ogni caso, l'insulino-resistenza va controllata soprattutto attraverso uno stile di vita corretto.
Una domanda di: Tiziana Vorrei fare una domanda sull’ insulino-resistenza. Mia figlia di 30 anni ha l’ovaio policistico e l’insulino resistenza molto significativa. Se ne è accorta dopo aver fatto un inseminazione con diagnosi prenatale, ora prende metformina due volte al giorno, secondo la sua esperienza può rimanere incinta? E se si può assumere metaformina durante la gravidanza? Ci sono pareri contrastanti. Grazie mille.
Gianni Bona
Gentile signora, rispondo subito alla sua domanda: no, la metformina non si può assumere in gravidanza. Ma prima ancora di pensare a una gravidanza, mi preoccuperei di risolvere l’insulino-resistenza che è una pericolosa anticamera del diabete di tipo 2 (e in gravidanza del diabete gestazionale). E la soluzione non può essere affidata solo ai farmaci, sarebbe un gravissimo errore, stiamo parlando di una giovane donna, non di un ultranovantenne che davanti a sé non ha certo anni e anni di aspettativa di vita. Una ragazza di 30 con insulino-resistenza è quasi certamente in forte sovrappeso (lei non mi riferisce nulla al riguardo ma comunque è facile dedurlo) e conduce uno stile di vita nell’insieme scorretto, ovvero oltre ad alimentarsi male fa una vita sedentaria. Davvero è un’ipotesi remota che possa rimanere incinta perché in una simile condizione è probabile che l’ovulazione avvenga in modo difettoso (in gergo ginecologico si dice “ovulare male” ovvero produrre ovociti non idonei al concepimento). Ma credo che tutto questo sua figlia lo sappia già molto bene, perché credo che i colleghi le abbiano spiegato in modo chiaro che per dare inizio a una gravidanza deve prima perdere peso e risolvere l’insulino-resistenza. Oltretutto una gravidanza in queste condizioni potrebbe facilmente comportare lo sviluppo del diabete gestazionale, con quel che ne potrebbe conseguire di problemi anche gravissimi per la mamma e anche per il bambino. Direi dunque che in primo luogo è opportuno che sua figlia inizi a prendersi cura di se stessa, cominciando il prima possibile a cambiare alimentazione e a fare attività fisica. In casi come il suo affidarsi al fai-da-te può essere inopportuno oltre che fallimentare: dovrebbe affidarsi a un nutrizionista, così avrebbe maggiori possibilità di recuperare il suo peso ideale. In generale, per favorire l’ovulazione e, allo stesso tempo, prevenire gravi difetti del tubo neurale del bambino, può essere utile assumere un integratore a base di inositolo associato ad acido folico. Anche questa scelta va comunque discussa con il ginecologo curante. Con cordialità.
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