Metoprololo: è vero che non è compatibile con la gravidanza?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Dottoressa Elisa Valmori Pubblicato il 18/01/2024 Aggiornato il 18/01/2024

Se è vero che i beta-bloccanti non vanno assunti oltre la 12^ settimana di gravidanza, lo è altrettanto che, per fortuna, esistono alternative altrettanto efficaci che possono essere impiegate fino al termine della gestazione.

Una domanda di: Ileana
Salve dottoressa,
io soffro di tachicardia ed extrasistole da anni, prima assumevo il bisoprololo mentre ora il metoprololo. Volevo iniziare una gravidanza ma il cardiologo mi ha sconsigliato di utilizzare il Seloken durante la gestazione. Dato che io, nonostante la terapia, comunque soffro di queste sintomatologie come posso smettere di prenderla?! Non vorrei stare
peggio, devo rinunciare alla gravidanza per sempre?
Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora, ho buone notizie per lei.
Non occorre rinunciare al suo desiderio di gravidanza: esistono delle terapie farmacologiche compatibili alternative ai beta-bloccanti oppure si può vagliare con il cardiologo curante l’opzione dell’elettroablazione (un trattamento che neutralizza l’area cardiaca da cui parte l’aritmia). In linea di massima, i beta bloccanti
andrebbero interrotti entro la 12° settimana di gravidanza. Non causano malformazioni al feto ma possono compromettere il suo meccanismo di adattamento all’ipossia
(che si compensa appunto mediante episodi di fisiologica tachicardia). Le categorie di farmaci compatibili con la gravidanza sono:
1) antiaritmici quali Verapamil e Propafenone. 2) calcioantagonisti quali la Nifedipina (molto utilizzata anche per gestire l’ipertensione gestazionale, nella
formulazione “crono” ossia a lento rilascio). 3) Anti-ipertensivi centrali quali la Metildopa (Aldomet). Son certa che il collega cardiologo riuscirà ad individuare la terapia alternativa ai beta-bloccanti migliore per lei durante la gravidanza (in allattamento la controindicazione non è più così assoluta, fortunatamente!).
Le ricordo infine di assumere acido folico (salvo diversa indicazione del Curante, 1 compressa al giorno da 400 microgrammi) almeno per tutto il primo
trimestre di gravidanza. Se possibile, meglio assumerlo lontano da the e latticini. A disposizione se desidera.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Bimbo nato prematuro con broncodisplasia severa: quando potrà fare a meno dell’ossigeno?

19/02/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Migliori

Non è quasi mai possibile prevedere quando un piccolissimo con un severo problema all'apparato respiratorio potrà rinunciare al supporto dell'ossigeno.   »

Sertralina in gravidanza: meglio diminuire la dose giornaliera?

14/02/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In genere il dosaggio medio indicato per la sertralina è tra i 50 e i 150 mg al giorno: se si sta già assumendo una quantità minima rispetto alla posologia può non essere opportuno ridurre ulteriormente la dose, specialmente di propria iniziativa.   »

Si può concepire di nuovo prima del capoparto?

12/02/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La prima ovulazione dopo il parto può verificarsi quando ancora non si sono ripresentate le mestruazioni e questo vale anche se si allatta, quindi è possibile avviare una gravidanza prima che si manifesti il capoparto.   »

Fai la tua domanda agli specialisti