Ci sono gravidanze destinate a un'evoluzione sfavorevole, contro la quale non ci si può fare nulla. In molti altri casi, invece, la minaccia d'aborto si risolve.
Una domanda di: Barbara Sono a 6 settimane e questa mattina mi sono svegliata con forti crampi al basso ventre e abbondanti perdite ematiche.
Mi sono recata al pronto soccorso, esito “gravidanza in evoluzione a 6 settimane con battito, trofoblasto disomogeneo per area di mancato accollamento in regione fundica di 10 mm, consigliato progesterone spasmex e ugurol”.
Da cosa dipendono queste perdite che invece di diminuire aumentano sempre più? Solitamente quanto durano ?? Posso sperare in finale positivo? Sono molto preoccupata. Grazie.
Dottor Gaetano Perrini
Buongiorno signora, la minaccia d’aborto (che lei ha in atto) rappresenta uno degli eventi più frequenti nel primo trimestre di gravidanza. Può essere legata ad una iper contrattilità uterina, ad una carenza di progesterone oppure ad impianto in zona non idonea .
Per questo motivo le terapie antispastiche, procoagulanti e il progesterone sono di aiuto nel risolvere o tentare di risolvere questa condizione di rischio.
Nella stragrande maggioranza dei casi sono situazioni transitorie e che nel giro di 10-15 giorni tendono a risolversi senza alcun danno per la
gravidanza. Ovviamente non siamo in grado di distinguere quei pochi casi che possono avere un’evoluzione sfavorevole (contro la quale purtroppo non c’è nulla da fare), cerchi per questo di essere serena, di effettuare la terapia suggerita e incrociamo le dita per un buon esito. Sperando di essere stato utile, la saluto con cordialità.
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