Mio figlio sputa la pappa: dove sbaglio?

Dottoressa Angela Raimo A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria Pubblicato il 13/07/2021 Aggiornato il 31/03/2026

E' normale che prima dell'acquisizione del linguaggio i bambini esprimano il loro rifiuto con comportamenti primordiali: accettarli è quanto di meglio si possa fare, in attesa che gradualmente imparino altre modalità di comunicazione (ma per questo ci vuole tempo).

Una domanda di: Valentina
Sono mamma di un bebè di quasi 11 mesi.
Noto che ha un caratterino niente male e se qualche volta gli dico un NO per qualche cosa che non va fatta, lui mi urla dietro. In ultimo ieri sera sputacchiava la pappa e gli ho detto in modo serio che non si fa e lui oltre ad avere una reazione di grida, ha avuto come una reazione “aggressiva” (se così si può chiamare a questa tenera età) e mi sembrava volesse mordermi.
Così per calmarlo l’ho abbracciato e gli ho detto che andava tutto bene. La cosa che mi spaventa è che solo con me che sono la mamma fa queste scenate. Col papà un po’ meno.
Dove sto sbagliando?

Angela Raimo
Angela Raimo

Cara mamma, il suo errore è di considerare un bambino di neppure 11 mesi come se fosse già abbastanza grande da capire il “tono serio”, da disobbedire scientemente ai no, da agire con aggressività e addirittura da sputacchiare la pappa per fare un dispetto. Gli atteggiamenti di questo bambino sono perfettamente normali, adeguati alla sua età, sarebbe da stupirsi se si comportasse diversamente! Non ha molti mezzi per esprimersi, non parla, quindi la prego prenda in considerazione che non può dire come chi padroneggia il linguaggio “questa pappa non mi piace, non la voglio (più’)” ma può solo ricorrere a una comunicazione di tipo primordiale, che in questo caso consiste appunto nello sputare la minestra. Il fatto che con il papà abbia un comportamento diverso (non posso neanche pensare di dire “migliore” perché questo sì sarebbe un errore) può dipendere o dal fatto che lo vede di meno e quindi ha meno occasioni per dimostrarsi per così dire “ribelle” oppure da una differente aspettativa di suo marito. Forse lui ha meglio compreso che abbiamo davanti un piccolissimo, su cui i no e la serietà di un discorso non possono fare alcuna presa. Creda, gentile Valentina, cominci a focalizzare che suo figlio non ha neppure un anno di vita (neppure un anno!) e poi gli permetta di fare il bambino piccolo, senza attendersi che si comporti come un bambino già grande e, soprattutto, evitando di attribuirgli intenzioni da adolescente che mi creda non può assolutamente nutrire. Le consiglio di essere più lieve, più giocosa, di vivere la maternità in modo più gioioso e allegro, ne trarrete grande vantaggio sia lei sia il suo piccino. Mi scriva ancora se lo desidera. Con cordialità.

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