Spetta al ginecologo curante stabilire l'opportunità di effettuare un parto vaginale oppure un cesareo.
Una domanda di: Anna Gentile dottore, sono una donna di 47 anni, alla 36^ settima di gravidanza e con due precedenti gravidanze portare a termine con parti vaginali. Un piccolo mioma intramurale un sede cervicale posteriore di circa 4 cm, è stato ritenuto non rischioso, perché non ingombrante, ai fini di un parto vaginale. Tuttavia vorrei da lei sapere se la mia premura è fondata dal momento in cui temo che per dove si trova potrebbe invece rappresentare qualche rischio nel travaglio, per la contrattilità uterina e per la possibilità di atonia uterina, con conseguente sanguinamento importante. Sarebbe meglio un cesareo nel mio caso? Grazie.
Claudio Ivan Brambilla
Gentile signora, lei mi fornisce informazioni troppo scarne per permettermi di offrirle una risposta un minimo esauriente. Non specifica quale specialista ha affermato quanto lei scrive circa la non pericolosità del mioma: un ginecologo? Una ostetrica? O chi altro? Allo stesso tempo esprime ipotesi cliniche molto precise, parlando di emorragia del post parto e anche di atonia uterina: come mai ha pensato a questo? Qualcuno le ha ventilato una o entrambe le possibilità? Direi che nella sua situazione, solo il ginecologo curante può darle spiegazioni e aiutarla a decidere sul da farsi. Non esiti a esprimergli le sue preoccupazioni e a esporgli i suoi dubbi: lui è tenuto a rispondere e di sicuro lo farà. Cordialmente. non la ho visitata, non ho a disposizione le sue ecografie …. da poche parole non posso azzardarmi al giudizio sull’andamento del parto … andamento che comunque chi la segue si è già espresso
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