Non c'è la sicurezza che un mioma (o fibroma) possa causare un aborto spontaneo, tuttavia è vero che può sia ostacolare direttamente l'impianto dell'embrione e anche favorire l'insorgenza di contrazioni uterine pericolose.
Una domanda di: Angelica Salve dottoressa, purtroppo questa settimana ho avuto un aborto spontaneo ed ero alla fine della sesta settimana. Vorrei sapere quanto devo aspettare per riprovare a cercare una gravidanza e se sia possibile che la presenza di un mioma nell’utero abbia provocato il distacco della placenta e di conseguenza l’aborto.
Elisa Valmori
Salve cara signora, intanto coraggio per quello che le è appena capitato…non è per nulla facile affrontare questa perdita! Di solito all’inizio della gravidanza soltanto pochi sanno la bella notizia e quando questa si interrompe non si può contare sul sostegno di amici e parenti ma quasi solo unicamente su quello del proprio compagno. Cercate di essere uniti e di confrontarvi apertamente su quello che entrambi state vivendo: sono convinta che questo scambio potrà rafforzare la vostra unione e porre le basi per rimettersi in viaggio alla ricerca di un nuovo figlio. Rispetto alle domande che mi ha posto mi mancano alcuni elementi ma cerco di risponderle. Immagino questa fosse per lei la prima gravidanza e che non abbia subito il cosiddetto raschiamento dell’utero. Se così fosse, la gravidanza si potrebbe in teoria ricercare dopo la prossima mestruazione (ossia aspettando solo un mese di tempo), naturalmente ricordandosi di assumere l’acido folico quotidianamente nel dosaggio suggeritole dal Curante (solitamente si consiglia quello da 400 microgrammi al giorno, da assumere se possibile lontano da the e latticini). Dato che però mi parla di un mioma uterino, bisogna confrontarsi con il ginecologo curante per capire se sia opportuna la rimozione di questo mioma ed eventualmente per che strada. Preciso che non possiamo essere sicuri che sia stato solo il mioma a causare l’aborto spontaneo ma è vero che la presenza del mioma può sia ostacolare direttamente l’impianto che facilitare l’insorgenza di contrazioni uterine, capaci di compromettere la gravidanza stessa. Hanno di solito indicazione alla rimozione i miomi di più grosse dimensioni (specie se la paziente è sintomatica oppure desidera prole) e quelli situati in sede sottomucosa o intramurale (ossia rispettivamente nello strato più interno e intermedio dell’utero). I miomi sottomucosi poi si rimuovono per via isteroscopica ossia passando dal canale vaginale, quelli intramurali, ossia collocati nel contesto del muscolo uterino, vengono asportati per via laparotomica quindi passando dalla parete addominale. Chiaramente, occorre una valutazione mirata del Curante per discutere insieme il da farsi alla luce del suo desiderio di gravidanza. Pertanto, darei la priorità a questa visita ginecologica preliminare, così da capire insieme anche come regolarsi per il prossimo futuro. Spero di averla aiutata e consolata, resto a disposizione se desidera, cordialmente.
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