Modesto “scollamento”: devo smettere di lavorare?

Professoressa Anna Maria Marconi A cura di Anna Maria Marconi - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 04/04/2023 Aggiornato il 04/04/2023

Se si svolge un 'attività lavorativa leggera, che non impone alcuno sforzo fisico, non c'è ragione di abbandonarla per via di un piccolo scollamento del trofoblasto.

Una domanda di: Paola
Buongiorno, ieri mi sono recata al pronto soccorso con delle piccole perdite. Durante lla visita hanno accertato che il mio piccolo di 8 settimane sta bene, ma c’è un piccolo scollamento trofoblasto di 3.8mm, mi è stato prescritto il progesterone xper15 giorni, stamattina le perdite sono scomparse, mi hanno detto anche riposo adeguato e niente lavoro, ma io faccio un lavoro molto leggero non alzo pesi cammino molto durante le ore lavorative posso continuare la mia attività lavorativa o mi devo fermare per questo problema?

Anna Maria Marconi
Anna Maria Marconi

Gentile signora, non vedo controindicazioni al proseguimento di un’attività lavorativa leggera. Infatti non vi è alcuna certezza che il risposo assoluto abbia qualche beneficio in situazioni cliniche di questo genere. Stia dunque riguardata, ovvero non compia sforzi fisici importanti, ma più di questo non occorre fare. Di certo stare a letto può essere più dannoso che utile. Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Bimbo di tre anni che respinge la nonna che lo ha cresciuto

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Serena Mongelli

Può capitare che il bambino cambi improvvisamente atteggiamento nei confronti di qualcuno che si è sempre preso cura di lui. Quando succede non è consigliabile metterla sul piano personale mentre è opportuno mantenere nei suoi confronti un comportamento sereno, accogliente, affettuoso.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti