Mononucleosi infettiva e intimità di coppia: ci sono rischi?

Professor Matteo Bassetti A cura di Professor Matteo Bassetti Pubblicato il 06/08/2020 Aggiornato il 06/08/2020

La mononucleosi si trasmette attraverso la saliva, quindi il pericolo di contagio si pone ogni volta che si verifica uno scambio intimo con un partner infetto.

Una domanda di: Alessia
Vorrei farvi una domanda: al mio ragazzo gli è stata diagnosticata la mononucleosi infettiva 20 giorni fa, gli è passata la febbre e i sintomi che ha adesso sono la stanchezza e il dolore alla milza (difatti non può sforzarsi più di tanto). Nel fine settimana, vorrei andare da lui. Cosa potremmo fare? E’ rischioso avere rapporti orali protetti/petting, baci in altre parti del corpo ad esempio nel braccio, nelle gambe (dopo vorrei fare una doccia) o comunque contatto fisico con la mascherina?
(I baci in bocca sono esclusi). Grazie.

Matteo Bassetti
Matteo Bassetti

La mononucleosi non si trasmette per via aerea (come invece accade con l’influenza, per intenderci, che si trasmette attraverso le goccioline respiratorie che si emettono, per esempio tossendo e starnutendo) ma il contagio avviene da persona a persona attraverso il contatto con la saliva di chi è infetto (o più raramente con sangue). Più di preciso, il contatto diretto con saliva si verifica, per esmepio, attraverso lo scambio di effusioni e i baci, specie se profondi. Il contatto indiretto con la saliva avviene invece attraverso la condivisione di posate, stoviglie, bicchieri, giocattoli (messi in bocca!). Dopo aver contratto la mononucleosi, la persona continuerà a rilasciare il virus nella saliva fino anche a 1-2 anni dopo, potendolo dunque diffondere anche dopo esserne guarito. In genere però si è contagiosi solo per 2-3 settimane dopo l’infezione acuta. Dunque se fossero passate 2-3 settimane dalla fase acuta, anche in caso di rapporti sessuali il rischio di contagio non sarebbe particolarmente alto. Posto questo, è ovvio che nessuno
può garantire con la massima sicurezza che non vi sia alcuna possibilità di essere contagiati. Comunque, mi sento di aggiungere che il 50-60 per cento della popolazione italiana a 40 anni risulta positivo al virus della mononucleosi, quindi si può anche dire che contrarlo non sia poi un’eventualità così preoccupante. Con cordialità.

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