Mutazioni varie e aborti: riuscirò ad avere una gravidanza?

A cura di Augusto Enrico Semprini - Professore specialista in Ginecologia Pubblicato il 14/01/2024 Aggiornato il 14/01/2024

Nella stragrande maggioranza dei casi, la gravidanza si interrompe a causa di anomalie cromosomiche del bambino.

Una domanda di: Carmen
Ho 28 anni. Ho avuto un aborto ad agosto dopo 7 settimane e successivamente ho fatto alcune analisi dove sono risultata positiva agli ANA. Ad ottobre rimango nuovamente incinta e il ginecologo mi fa assumere cardioaspirina da 100 e deltacortene. Inoltre, in seguito ad alcune macchie mi ha dato le punture di gonasi. Ma dopo 5 settimane ho avuto un’altro aborto spontaneo. Adesso ho cambiato ginecologo, ho rifatto le analisi sullo studio trombofilico genetico e clinico e dai risultati non risulta più la positività agli ANA (valore che ho ripetuto anche i un’altro laboratorio privato ed anche qui erano negativi) ma risulto positiva alle mutazioni MTHFFR C677T e A1298C, al PAI 4G/5G, fattore XIII e ACE I/D. Ho eseguito anche dei tamponi vaginali su 30 patogeni e sono risultata positiva a Ureoplasma parvum e Gardnerella vaginalisi. Per queste il ginecologo mi ha data la cura per 5 giorni con bassado e flygil. Per quanto riguarda le mutazioni in caso di gravidanza sostiene di prendere Cardirene da 160 mg. Cosa mi consiglia lei e come le sembra? Grazie mille.

Augusto Enrico Semprini
Augusto Enrico Semprini

Cara Carmen, spesso gli anticorpi antinucleo, soprattutto di tipo punteggiato, sono del tutto irrilevanti per il decorso della gravidanza. Nel suo caso in entrambi gli aborti non è stato eseguito un esame citogenetico per capire se la gravidanza si è interrotta per uno sbilanciamento cromosomico fetale, come è di regola, il che permette di tranquillizzarci sull’esito delle future gravidanze perché nel suo caso la possibilità di un terzo aborto sarebbe di 1 su 786. Le anomalie ovulatorie rivelate sono, a mio giudizio, ben poco rilevanti sull’andamento delle gravidanze e deve discutere con il suo ginecologo se condivide questa mia opinione. La terapia con acido acetilsalicilico, il cui beneficio è possibile ma non ha una solida evidenza scientifica, può essere somministrato con dosaggio da 75 mg a 160 mg senza alcuna differenza sostanziale sul potenziale beneficio. Per quanto le ho detto sono molto tranquillo sul suo futuro riproduttivo, spero proprio che prossimamente me lo possa confermare scrivendoci di un felice primo trimestre, decorso senza alcun problema. Un saluto molto cordiale.

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